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lunedì 5 gennaio 2009

lost in the fog

Vero? la tristezza è una scelta che

la nebbia è la mia casa. attraverso la nebbia vedo il mondo com

consapevolezza e abbandono. tristezza comoda che mi aff


mi sono arresa alla tristezza. e
forse mi piace anche tormentarmi.
tormento.
ora sento il mio cuore battere.
e il mio animo fremere. per
qualcosa che non so.

[I'm taking it slow
Feeding my flame

I won't soothe your pain
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]

e questa nebbia.
bellissima. struggente. umida.
e romantica. romantica. romantica.
e questo fango
che si impasta con le suole delle mie
scarpe. e mi inchioda. qui.
nella nebbia e nel fango.
delizia e orrore.

una dannazione eterna. la mia
[dannazione eterna].
il tormento. la paura.
di quello che sono.
la cerco e la scelgo. tra tanti tipi di paura.

[Prigioniera] dentro una bolla di sapone.
terrorizzata e fremente all'idea che possa
scoppiare.

scoppia. bolla. scoppia
scoppia..
in caduta libera. c'è una me stessa laggiù che mi attende a braccia aperte
per arrestare il mio VOLO con una presa soffice e forte.
c'è una me stessa forte e consapevole laggiù.
scoppia. bolla. SCOPPIA DANNAZIONE.

voglio cadere.
voglio cedere.
CEDERE. e arrendermi.
[c'è qualcuno laggiù, una me stessa CONSAPEVOLE e FORTE, pronta a prendermi. pronta a tenermi.]
non voglio SOPRAVVIVERE. preferisco arrendermi.
la resa delle mie membra. l'abbandono.
è l'OBLIO.
scacciare ogni legame.
che voglio essere quel che sono in realtà
[sola..]
non voglio più far finta di non esserlo.
basta giocare a nascondino con me stessa.
o consolarmi, accontentandomi. consolarmi,
ripetendomi che nessuno lo è.
[solo..]
voglio l'abbandono vero.
la cerco la solitudine. in questa nebbia.

[bellissima
struggente.]
[I'll seek you out,
Flay you alive
One more word and you won't survive
I won't soothe your pain
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]

non voglio nessuno. di chi ho già ora.
non mi serve nessuno. questa è la verità.
sono sola. voglio esserlo. DAVVERO.
per non sentirmi più
[sola].
la consapevolezza aiuta.
la maschera muta.
la maschera fa sopravvivere.
IO VOGLIO VIVERE come voglio vivere..

voglio poter sorridere alla solitudine. salutarla.
e tenerla con me senza sofferenza.
senza timore.
[And just in time
In the right place
Steadily emerging with grace]

l'ho scelta io la tristezza, vero?

venerdì 5 dicembre 2008

quando gira male...

La sorte prende strane strade a volte.
Perché sembra che certi giorni nessuno può fermarti, il favore delle stelle è rivolto tutto a te.
E altri giorni invece che non ce n'è una sola che ti va bene.
Appunto dalle stElle alle stAlle.

E così Diego è stato operato e attendo il risultato della biopsia dello schifo che gli hanno tolto sulla schiena.

Io intanto nelle ore notturne produco incubi, con cani e gatti mutilati...
mi è venuto anche l'herpes per lo stress.

La Minerva (la mia gatta pelosa) è depressa pure lei.

A Formaggio manca la mamma che è rimpatriata nel Salento. E manca anche a me.

Io mi ritrovo sola con le bestie a studiare l'esame del terzo anno... indovinate un po'? Ancora sui PARASSITI...

INSOMMA.. GIRA UN POCHETTO MALUCCIO.

S E S O L O N E V I C A S S E . . .

domenica 23 novembre 2008

Ma che freddo fa...

Trascorro la domenica pomeriggio a guardare il cielo mUteVolE d'autunno.. dal mattino alla sera, seguendo le nuvole, mosse dalla magia di un leggero vento che da quaggiù non percepisco; il loro percorso, nell'aria limpida e gelidamente celeste, tenendomi stretta nel golf di mia mamma.
L'odore del caffè riempie la cucina ed il vapore si condensa sul vetro freddo della porta. Mi piace vivere questi momenti che si ripetono quotidianamente. Le sensazioni che questi attimi ripetuti giorno dopo giorno scatenano nel mio stomaco mi fanno vibrare cuore e mente.
Oltre la finestra appannata intravedo il giardino, come fosse immerso in una nebbia che posso spazzare via con un gesto della mano: l'erba tagliata a filo e la palla con cui giocava il cane l'altra mattina sempre nello stesso punto, sotto l'albero. Le foglie quasi gialle, buona parte che riposano sul terreno.
Un sospiro.

L'autunno è la mia stagione.
Ha tutti i colori che amo, ha il clima che preferisco; è variabile e struggentemente romantico. La Terra sembra esprimere i suoi sentimenti: la sua malinconia nel lento arrendersi e lasciarsi cadere delle foglie, la sua tristezza nel cielo plumbeo del crepuscolo ed il suo sfogo finale nelle lacrime della pioggia. Poi diventa frivola e pian piano spensierata mentre le sue nuvole svaniscono e torna il sole, il vento lieve che le sposta, come la canzone che continua a suonarmi in testa fa con l'incertezza e i cattivi pensieri.

Solo in autunno percepisco il tempo che passa e mentre tutto muore e si addormenta io mi risveglio.

La sera arriva che sono le cinque.

I libri e gli appunti rimangono sul tavolo mentre io S C i V O L O lentamente sul pavimento della mia camera.. il tempo corre troppo in fretta e sento di perdere l'occasione per fare ciò che voglio in ogni istante. Così lascio lì quello che devo fare.. per le cose programmate c'è sempre tempo.
L'ispirazione invece è frivola e sfuggente.
Forse proprio perché non vuole essere colta, oppure l'esatto contrario. Quell'ormai comune formicolio alle dita forse è un suo sussurro, un incitamento a smuovermi.

Scivolo sul pavimento e mi chiudo nella penombra della mia stanza: una coperta per terra per non sentire il gelo delle mattonelle. Scarabocchio i miei pensieri, che altrimenti, lo so, andranno perduti.
Non conosco la poesia.
Non conosco l'arte.
Non conosco le regole per creare qualcosa di veramente bello..
non perché mi importi che il risultato finale lo sia; semplicemente perché la bellezza è un magnete per l'attenzione, è capace di coinvolgere.. credo che sia più facile comunicare attraverso essa.
Non so trasmettere, non so commuovere con frasi che rivelano con straordinaria soggettività le verità del cuore.
Non so cogliere con uno scatto un dettaglio significante del mondo.
L'emozione pura.
Eppure tento sempre di esprimermi.
Evolvendomi pacatamente.
Frustrandomi anche..
perché non raggiungo mai quella bellezza significativa, genuina e sostanziale.
Né quella che mi appartiene totalmente e che mi è necessaria per essere capita.
Ho sempre sentito il viscerale bisogno di essere compresa fino in fondo. Il fatto di non riuscire a trasmettere mi crea insoddisfazione ed un tremendo senso di solitudine. Per me, che mi sforzo di vedere il mondo tramite gli occhi di chi mi vive intorno, sapere che chi mi è vicino non tenta di fare altrettanto, non riesce a parlare la mia stessa lingua e a capire i miei pensieri, mi fa sentire come l'autunno: sempre in decadenza e sereno variabile da un momento all'altro. Ma l'autunno manifesta la sua variabilità; io invece ce l'ho dentro in un perpetuo moto circolare uniforme. Rimango nel mio limbo a dondolarmi, fissandomi da una decina di metri di distanza e vedendomi immersa in una scenografia di cartone acquerellato che lentamente viene ridotto in una poltiglia grigia dalla pioggia o si incendia di colpo, diventando un gomitolo di carta annerita e deformata dal fuoco.
Anche se in vero sono io stessa a rendere inaccessibile il mio limbo. Sono io ad essere prevenuta nei confronti degli 'estranei'.. Ho perennemente in corpo la sensazione che nessuno potrà mai comprendere come mi sento.
Da dieci anni a questa parte.
Incompleta.
Insoddisfatta.
Insicura.
Incompetente.
Immeritevole.
TERRORIZZATA.
Imparo molto da chi mi circonda. Sono una brava osservatrice, avida di stimoli e idee.
In genere poi rimango sempre delusa, in un modo o nell'altro, e quello che cerco di fare è di mettere ordine nel mio stomaco, alle mie emozioni, ai miei pensieri.
E 'mettendomi a posto' cerco di sopperire alla mancanza di un animo in grado di camminare sul mio stesso sentiero e di sentire gli stessi odori che percepisco io, diventando io stessa il mio punto fermo.
Interpreto il ruolo di me stessa che mi comprende a fondo in un girotondo infinito e stancante.
Solo perché mi serve un punto nel quale tornare quando mi perdo, una carta che mi dica torna al VIA saltando la prigione.



Forse solo chi sa leggere nell'autunno saprà capire anche me.
Nella mia semplicità totalmente scontata e banale.