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lunedì 25 gennaio 2010

quando l'ORGOGLIO è la MASCHERA del FALLIMENTO.


Terra chiama Ma|Be.
è NECESSARIO il rientro alla base. avete perso la rotta e rischiate di navigare nello spazio infinito, galleggiando nel VUOTO di un universo pieno di supernove sulle quali, ahiVoi, non potrete mai atterrare.
Ritornate indietro, prima che finite il combustibile,
prima che sia troppo tardi.

LISTA DELLE PAURE:
ho paura di annoiarti
ho paura che non mi ami
ho paura quando ti estranei
quado non ti confidi
(perchè mi sbatte in faccia alla realtà, e cioè che non sono abbastanza)
ho paura di venire rimpiazzata
di tornare trasparente
di essere limitata e
di non riuscire a comprenderti
che tu scopri che a volte non ti comprendo
ho paura di non piacerti
ho paura di sembrarti banale
di essere fraintesa
di non essere abbastanza
dei silenzi
dei nostri discorsi banali
di non fare la differenza
di farti schifo
di rimanere sola, per essere precisi: di rimanere senza te.

ADESSO BASTA!
Devo reimpostare le mie priorità.
Che indietro non ci voglio proprio tornare. e sto bene così [anche sola
[ma mai sola come mi sentivo prima]
anche se le cose non sono per nulla facili.
è avanti che voglio andare. con o senza gli altri.
Ma CON Me. [questo è certo. e ovvio. se voglio andare avanti.]

Qui bisogna reimpostare le mie priorità.

basta col batticuore
basta ai pensieri
finiamola con le illusioni
con le pene, il vittimismo e l'annullamento.
basta all'amore autolesionista.
BASTA.
basta con il 'cercare di capire' a tutti i costi
basta con il seguire, assecondare.
basta a quel po' di strategia,
per nulla utile e organizzata da cani,
[che essere una pippa a scacchi la dice lunga su quanto sia stratega..]
basta con tutto questo spasmo involontario.
propulsione a.
alla sofferenza.
basta al volere certezze.
basta al voler fare la differenza.
basta al bisogno di voler essere al primo posto per qualcuno.

Non sempre si può avere quello che si vuole.
Non sempre ci arriva quello che ci si aspetta.
vuoi per causa nostra, vuoi perché gli altri non vogliono
(che si traduce sempre e comunque: PER CAUSA NOSTRA.)

eddai. che sollievo mi dà, quale vantaggio ne traggo? a cercare per forza di razionalizzare ogni volta quello che sento. perché tutto questo bisogno di avere il controllo sull'unica cosa che dovrei lasciar libera? eddai. spiegamelo.
e TU, tu che vantaggio ne trai?
perché devi razionalizzare, spiegarti qualcosa, un bisogno
magari come il mio,
di me, di te?
perché vuoi controllarlo?
santoddio. perché.
perché parte da te anche quando sei con me, e il problema è il tuo, io non c'entro?
che se è una scusa per non dirmi che.. ti sei sbagliato..
non usarla ti prego. che mi arrovello il cervello e il cuore.
e se parte da te, nonostante ci sia io con te, perché parte?
cioè.. se c'è quello che c'è.. non dovrebbe partire.
dovresti essere sollevato un po' almeno, dalla mia presenza.
eddai. perché faccio così?
ma ora con chi parlo...: con l'altra me mutilata. quando poi è la me apparentemente integra che la nega. che taglia i ponti e la isola. quella me che doveva essere me super-me. e invece è me senza braccia per abbracciare e gambe per camminare e andare avanti. senza bocca. capace solo di vedere e sentire ma non di reagire.
in fondo non sono banale. ma so diventarlo facilmente.
è che tutt'intorno c'è il nulla. nelle persone.. più guardo e più non riesco a convincermi che ce ne sono tanti come me. come te. l'oltre non è così difficile da vedere. ma c'è desolazione. discorsi stupidi, gente stupida. che si attacca a non so che. che ha bisogno di giocare, criticare, additare, deridere, massacrare. e mi viene lo schifo. che poi sono sempre io a rimetterci. perché chi se la prende siamo noi. no? tu te la prendi? ci soffri? e non dico del parere di queste scatole vuote, ma del rimbombo nel mondo vuoto.

papà mi manchi.
mi manchi perché dannazione senza di te, di voi, la mia vita è quella che è.
e il mio pensiero anche. il mio cuore soprattutto.
è così per voi. che non fate altro che riempire di assenza il mio tempo e il mio cuore.
non mi potete appagare. e io ne risento.
e mi viene il bisogno di.
cercare qualcuno sul quale io possa riversare tutto questo
[bisognosentimentomancanzaattaccamento]

nessuno mai. mai. sarà disposto a tenermi con sé.
come priorità nella propria vita. nessuno.

e mi piango addosso diavolo cane.
mi piango addosso sì. perché qua è una merda.
mi piango addosso diavolo porco.
che non vado avanti e mi sento sbagliata.

e tutto mi sfugge dalle mani. le persone mi sfuggono dalle mani. quelle che amo.
che vorrei aiutare, per le quali vorrei essere io per loro punto fermo.
per le quali vorrei fare la differenza.

e se sparissi?


martedì 27 ottobre 2009

PROPULSIONE CINESTETICA


c'è un posto per nOi?
dico, tutto TUTTO SOLTANTO per nOi?
per me e te.
per capirsi, comunicare e dirsi le cose che nOi, testoni come siamo, complichiamo
e alla fine non CI diciamo?

perché io non mi sento abbastanza per te se non mi dici le tue cose.
non che voglio sapere tutto tutto.
ma comunicare, cercarsi. e non voltarsi le spalle.

perché ho un disperato bisogno di te.

cerchiamolo. Un punto d'incontro.
perché penso che,
forse,
se io ho un disperato bisogno di te,
se io ho un disperato bisogno di sentirti
[SENTIRTI]
allora dovresti sentire anche tu il bisogno di accontentare il mio bisogno
come io accontento il tuo di lasciar passare il tempo nella maniera più insignificante possibile,
in modo che, non pensandomi, non pensi che non ci sono.

dobbiamo trovarlo un posto per nOi.
perché io ho fatto di te una ragione di vita
[anche se, senza te, vita non è]
ho fatto di te e di nOi la ragione della mia vita.

Sopravvivere lo si fa dando nessun significato alle cose, lo si fa senza aspirazioni.
per inerzia no?
Sopravvivere è uno stato in luogo con moto da luogo per inerzia.
Vivere lo si fa avendo obiettivi. Traguardi.
Vivere è un moto a luogo.

l'amore come la vita non è statico.
l'amore è dinamico. è fluido e cinestetico.

e la mia meta sei tu.
non c'è scampo. è così.
ed è vero. la mia felicità è nelle tue mani.
è una responsabilità. questo è.
sei responsabile di me. non puoi dire che sono cattiva quando ti dico questo.
perché io mi sento responsabile della tua felicità. e quando non sei felice io mi sento in colpa.
perché è mia responsabilità.

ti amo. ecco cosa significa. che sei responsabile della mia felicità.
ti amo. significa che dipendo da te.
io sono legata indissolubilmente a te.
questo. è il mio moto nei tuoi confronti.
ricordi? di rivoluzione.
Mercurio gira intorno al Sole. è la sua natura.
e non mi importa dei crateri, delle cicatrici, dei venti solari e di quanto puoi bruciarmi.

tu sei la mia meta.
e io voglio tagliare il nastro del traguardo abbracciandoti.

mi manca il tuo abbraccio.
il mio stomaco sente la mancanza del vuoto che gli fai provare.
le mie vene del sangue che si riscalda quando ti vedo.
la mia pelle della tua.
il mio cervello del tuo profumo, come una droga.

VOGLIO SENTIRTI.
[sentirti.]

martedì 7 luglio 2009

Perché?

"Ma il Sole... non può avere ghiaccio.."
"Perché no?"
"Perché il ghiaccio ad alte temperature sublima."
"Per quello che possiamo saperne il Sole può essere fatto di ghiaccio. e scottare. Come quando ti bruci e la prima cosa che provi è la sensazione del freddo."
"le ustioni da freddo..."

"io non voglio sapere le tue cose. non mi interessa che me le racconti.
voglio sapere come ti hanno cambiato."
[prende la mano e poggia le mie dita sulla sua pancia.]
"La senti?"
"mh mh..."
"è lì. Ce l'hai."
"......"
"Le cicatrici non fanno male.
è il ricordo.
Ma se non ci pensi.. rimangono lì.
Crescono con te, cambiano forma, si allargano, e tu non te ne accorgi...
e ti dimentichi di come eri quando non ce l'avevi.
Ti abitui alla loro presenza e diventano parte di te.
e fanno male solo quando ti ricordi di loro,
di come te le sei fatte."
"......"
"...."
"Quante cicatrici hai?"
"..."
[abbraccio]
"Qualcuna.."
"[qualcuna...]"
"Tu quante ne hai?"
"........ Non lo so..
ma a me spesso prudono.
E a volte fanno male."



"Mi ami?"
".. mh mh.. tanto."
"Perché?"
"... accade.
[è la natura di Mercurio.
Tu mi scaldi, io ti giro fastidiosamente intorno.]"

venerdì 29 maggio 2009

inerzia pensante


nell'ultimo periodo sono successe delle cose. cose che nella loro essenza mi hanno fatto riflettere. e mi fanno tuttora arrovellare il cervello. cose che mi hanno fatto pensare, ancor prima di essere fatti veri, quando erano solo una potenziale conseguenza di qualcosa che ancora non era successa, tra l'altro. cose che erano causa. cose che son diventate reali, fatti. e cose che ora si portano dietro tante conseguenze. buone, cattive, meno buone ed incognite. e penso penso penso. ormai il mio cervello inizia a pensare anche quando è in standby_mode. ho tipo un timer. posso stare quel quarto d'ora in riposo, dopodiché iniziano le operazioni.. si attiva il sistema operativo automaticamente e le rotelle girano. inerzia, credo. quante variabili bisogna calcolare nelle dinamiche psico-sociali? è una cosa spaventosa... il carattere dei soggetti, l'educazione, l'influenza sociale, persino il pensiero politico. e le stesse relazioni intrapersonali e interpersonali. gruppi, sottogruppi. dominanze e sottomissioni. davvero è spaventoso. e mai come ora mi ritrovo incollata a questi ragionamenti, a questa sottospecie di studio delle funzioni con innumerevoli variabili, sistemi, tangenti, secanti... e periodicità, limiti, valori infiniti... se si potesse fotografare con una radiografia la mia attività cerebrale, uscirebbe una lastra piena di algoritmi. "questa cosa è successa per questo motivo? se sì prosegui; se no, torna alla domanda precedente." e così via. ma.. mi domando: tutto questo sforzo.. a cosa porta? mal di stomaco, ansia.. ne vale la pena? posso cambiare qualcosa?

martedì 26 maggio 2009

[Dicevo].



Play list completata.
SpongeBob mute_mode in tv e bassi a palla nelle orecchie.
Attivo le mie cellule e mi sparo il ritmo dritto nei timpani.
che voglio coprire il rumore dei miei pensieri con della sana R&B.
che ogni tanto ci vuole.
Rallento le pulsazioni del cuore al ritmo hiphop di SnoopDog.

Mi carico un po'. O mi scarico. Vedila come ti pare.

è che sto per implodere.
IMPLOSIONE PREVISTA TRA..........................
COUNTDOWN.

[Dicevo].
Ma se io sento l'impeto di dire qualcosa, significa che dico quello che sento (o che sento quello che dico) vero?
Perché io quando non sento qualcosa non riesco a dirla.
No davvero... cioè.. magari la dico pure. Ma mi si legge proprio in faccia che sto dicendo minchiate.
E se non ci credo non riesco davvero a pronunciare certe frasi.
'Condoglianze....'
'Grazie..'
'Scusami...'
'Ti voglio bene..'
Mi sento meschina.
e idiota per giunta.
Come l'altro giorno che è venuto il prete per benedire la casa...
e chi gli ha aperto!?! Proprio non ce l'avrei fatta. a stamparmi quell'espressione CONVENIENTE.

[Dicevo].
E allora se ho davvero voglia di dire qualcosa, significa che la sento no?
e che non è uno sbaglio dirla....

[Dicevo].
Se una cosa tu la senti, forte forte, che ti urla nel cervello..
[dicevo], no?..
non hai il bisogno di dirla?
No perché, io ogni cosa che dico è perché proprio non riesco a trattenerla.
A volte è sconveniente.
E allora cerco una forma CONVENIENTE. Ma comunque prima o poi la dico.
E come succede per le cose scomode che mi ribollono dentro, così succede anche con le cose belle.
credo.
[Dicevo].
A te capita?
Perché mi succede che se sto zitta troppo a lungo... finisce che dalla mia bocca escono battute un po' ciniche e sarcastiche. e allora scatta la figuraccia.

Ma per le cose belle? Se le taccio troppo a lungo, le cose belle... come si conclude?
Che sbaglio posto e momento e rovino tutto?
e che quello che devo esprimere e tutta la carica emotiva che c'è dietro..
puff! nuvoletta di fumo.. e uallllà! svanisce...
Coniglio e cilindro di una prestigiatrice incapace, che non controlla i suoi trucchi.
(e la verità è che magari di trucchi non ne ha...).
[Dicevo].
puff... svanisce.
mi scivola tra le mani in forma liquida. Irrecuperabile come il latte versato.
Unica occasione. Sprecata.

E quindi ti chiedo: cosa devo fare?
NO PERCHE' IL PROBLEMA è COMPLESSO.

Si possono razionalizzare certe cose?
E come si possono dire?
Ho una fottutissima paura.
[Dicevo].
di sembrare stupida. di essere sbagliata. di essere scontata in questa cosa che miliardi di persone hanno sentito urlarsi dentro.
Sì, essere scontata.
E non mi sento per niente così; scontata dico..
quello che ho da dire per me ha un valore sorprendentemente forte.

Ho una fottutissima paura [dicevo].
Di essere "avventata e sconsiderata, come il lampo che si è già spento prima che qualcuno l'abbia visto" (Atto 2° - Scena 2°___ Juliet docet).
Perché è una cosa che tutti provano.
E proprio perché tutti l'hanno sentita.... ecco che diventa banale.
Normale. Banale.
Ma per me banale non lo è. Non è normale, no.
Spero non diventi mai normale. Mi impegnerò per non farla diventare scontata.
E allora come posso fare per farti capire che non è così? Scontata per me?
Che 'scontata' è la parola che mai deve essere associata a quello che provo.
Originale, sì.
Unica, anche.
E senza eguali nella storia della mia vita.

[Dicevo].
Posso essere certa del momento e del luogo per urlare a bassa voce quello che ho dentro? Senza essere banale?
NO PERCHE' IL PROBLEMA è COMPLESSO.

Sono completamente cosciente di quello che faccio e che farò?
Sto affrontando la mia vita con consapevolezza?
Compio le scelte giuste?
E tu, sai scegliere nel modo giusto?
Come si fa? ad esserne sicuri? ad essere maturi?
A SAPERE che si è maturi. Che ci si sta comportando da persone mature?
O sono i soliti capricci?

Questo mi hanno sempre detto. che sono capricciosa.
Tutta una vita passata a sentirmi dire che sono PICCIOSA, e irresponsabile, e capricciosa, e immatura, e fallita.

Forse no.
Forse è tempo di RIVINCITE questo.
Forse proprio quella fottutissima paura che mi assale è il segno che mi serve, la chiave di volta per capire che sono consapevole dei rischi.

Com'è che ti [Dicevo]?
è forse proprio perché sono consapevole del cuore di seta che ho..
che valuto ogni possibile rischio.
Cuore di seta? mi domandi.
Già. Esatto. Come l'uomo_di_latta no?
Sai la seta.....
sgualcita, smagliata, strappata e rattoppata. è un po' così il mio cuore.
però c'è ancora un pezzetto che è lucente.
E quel pezzetto ti appartiene.
è tuo.
Ho deciso che un pezzetto di me ti appartiene.
Te lo do. che di solito mi HANNO RUBATO pezzi di cuore. Non li ho ceduti. Non ho avuto mai il tempo di donarli.
e me li hanno resi quando la seta era vecchia o non aveva resistito al maltrattamento.
è seta cazzo. qualche piccola accortezza. no?
che pretendete.

[Dicevo].
Si inizia sempre così.
Con poco.
Per tirar su un grande impero.
Rome wasn't built in a day...

E [DICEVO].
Non ci sono abituata.
a dire quello che sento a chi sento.
Ma lo sai che mi 'accordo' a te, strumento senza bisogno di accordatura, invece.
Io non sono questo grande talento. Ma ho ORECCHIO.
e tu mi hai dato il La, come il primo violino alla sua Orchestra.

Sarà un bellissimo concerto. Una spettacolare Prima.
Ci applaudiranno, ci chiederanno il bis, vedrai.
E noi glielo concederemo.
Ce lo concederemo.

Non proprio proprio BIS, non uguale alla prima volta.
Suonando qualcosa di simile ma evoluto. Sempre più bello.

Ed io (col mio cuore di seta) non ci sto più nella LATTA..

domenica 22 marzo 2009

MAGIE DI SOGNI AD OCCHI APERTI [E La Magnolia Del Vicino Che Fiorisce Sotto La Neve Di Primavera].



Stanotte ho sognato.
ho sognato di stare a _C A S A M I A_ dove sono nata.
di trascorrere un po' di tempo con i miei amici e la mia famiglia.
come ho fatto nello scorso viaggio.
come farò nel prossimo.
(forse per questo l'ho sognato...)

Ho sognato che era notte.
ho sognato la chiave nella serratura ed io
che distrattamente la giravo per rientrare,
mentre, ridente e appassionata, abbracciavo e baciavo
il "mio piccolo sole personale",
inciampando insieme nel gradino della soglia.


E mentre sognavo.
Farfalle nello stomaco, la sua voce nella testa e il sapore del suo bacio sulla lingua.
Finalmente ero sporca di felicità.

Nel buio dell'ingresso riacquistavamo equilibrio.
Aggrappandoci.
l'uno all'altra.
Tenendoci.
E così,
da precari a finalmente stabili,
restavamo in silenzio nel buio.
Per tornare a ridere di nuovo, qualche istante dopo.

____________________________

Nel sogno, della mia casa percepivo tutta la solitudine di ventidue anni di abbandono: l'odore di chiuso, il silenzio per me opprimente dopo il rimbombo delle nostre voci, il buio dell'intonaco, ormai oscurato dalle ombre del disuso.

E mentre ci spostavamo,
attaccati come dovevamo stare,

dall'ingresso al salotto,
ecco che si accende la luce.

Tutto ha ripreso vita:
era come tirare via i veli di cellophane dai mobili della casa al mare e con loro scacciare in un gesto scaramantico l'immobilità dell'incuria.


E sotto il fascio luminoso che proiettava il lampadario: MIO PADRE.
Papà. Con un'espressione di rimprovero sul volto.
Rimprovero per l'ora tarda. Rimprovero per "lo sconosciuto" che avevo introdotto nella nostra casa. Rimprovero per la mia mancanza di rispetto verso il tetto familiare e le regole che dovevano essere seguite sotto quel tetto, finché lui esisteva...
Al posto di rimpicciolirmi e diventare minuscola,
il petto mi si tendeva in un respiro,
il più profondo che avessi mai preso.

Ma la felicità di vederlo lì, in carne ed ossa, ammetteva ogni biasimo e mi faceva accogliere con suprema gioia qualsiasi punizione mi sarebbe toccata scontare.
Le sue labbra con quel sorriso al contrario erano come me le ricordavo e le riconoscevo nella mia espressione, vista allo specchio. I suoi occhi verde-ambra schiusi al massimo per trasmettermi tutto il suo disappunto, invece, mi coccolavano in un abbraccio che da sempre sentivo mancarmi.
la sua barba di giornata. e i capelli arruffati di chi era stato a letto.
Bellissimo.
___________________________

Era un sogno ad occhi aperti.
Non stavo dormendo. Non era una creazione di quel tipo.
Era un volo d'immaginazione, di una frazione di minuto, durante il quale sui miei occhi è sceso un velo che mi ha lasciato fissare la realtà, immobile, trasportandomi in un'altra dimensione.

Inconscio più di un sogno. Subconscio forse.
E quando mi sono ripresa, come al solito, come una bambina capricciosa, ho alzato la testa dal cuscino e sono scoppiata in lacrime.
Non un pianto silente.
stavolta un pianto sonoro e singhiozzante.
Piangere Piangere Piangere.
è difficile mostrarsi così.

".. gemendo e piangendo in questa valle di lacrime..."
Che odio. Che tedio.
Eppure continuavo; e continuavo senza sosta, senza respiro.
Quasi con volontà di farlo. Quasi convinta che, se insistevo nel mio frignare, il nastro della mia esistenza si sarebbe riavvolto velocemente in un rewind di fotogrammi rapidi, e sarebbe ripartito ed altrettanto velocemente andato avanti fino al punto che avevo sognato poco prima, cancellando quella che era solo una bozza arrangiata della mia vita e riscrivendoci sopra la bella copia, la versione definitiva, con le dovute correzioni alla sceneggiatura ed il montaggio giusto...


... come se singhiozzare e mostrarmi disperata fosse la cosa da fare per ottenere la serenità racchiusa in quel sogno.
Quella che merito.
Quello di cui necessito.
Il mio bisogno di averlo, quell'uomo dal fisico atletico e imponente.
Di avere le sue braccia immense intorno alle mie spalle.

Di avere la sua mano che mi copre gli occhi per impedirmi di vedere ciò che mi fa male.
Il bisogno di avere un punto di riferimento.
Qualcuno che sappia dirmi per una volta NO.
Che mi dia delle regole.
Che mi impedisca di sbagliare.
O che mi faccia sbagliare ma che poi mi sostenga.
Che mi incoraggi.
Che mi consoli.

Che abbia ricordi di me, delle mie cose buffe;
dei miei ciucci e delle mie culle. dei miei primi passi.
di quello che eravamo, quando stavamo ancora tutti insieme.

E che abbia il mio stesso odore.
L'odore di quel sangue amaro che ho.
Quell'odore che cerco disperatamente e che non trovo più.

ormai sono unica.
ormai sono sola.
e dopo il sogno sempre più
S b I a D i T a.

venerdì 20 marzo 2009

di SOPRAVVIVENZA, ABBAGLI e STRUMENTI MUSICALI

E' sensazionale scoprire quanto appariamo esseri sociali.
Ed è spaventoso rendersi conto che in fondo siamo animali.


Perché se si partisse dal concetto bello e chiaro
che siamo animali,
[SOLITARI per giunta]
che abbiamo istinti
e che questi, nella maggiorparte dei casi, prevalgono sui meccanismi sociali,
allora uno si mette l'animo in pace e tace la questione.
allora uno riesce a darsi una spiegazione,
conscio che gli altri agiscono secondo una scala precisa di valori, di bisogni da soddisfare.
e invece no.
Abbiamo questa cosa che ci batte insieme al cuore. e che noi chiamiamo anima.
Abbiamo un'anima MA siamo animali.
Abbiamo la capacità di sviluppare una personalità: un mix elaborato di predisposizioni genetiche, qualità e quantità delle pulsioni ed educazione comportamentale trasmessa/subìta.
e siamo tutti diversi.
[b e l l a s t o r i a.
la biodiversità e la psicodiversità.]
Tutti diversi e consapevoli comunque di essere animali SOLITARI.
di avere un certo grado di egoismo, succo concentrato dell'istinto di sopravvivenza.

Eppure.
ci costringiamo a vivere in comunità, in più gruppi diversi e contemporaneamente.
perché soli non vogliamo starci.
e diventiamo egoisti perché l'egoismo per esistere ha bisogno degli altri.

il gene dell'ipocrisia è in ognuno di noi.


nel mio caso specifico possiedo anche quello della codardìa.
espressione genotipica. non fenotipica.
e fondamentalmente mi costringo a vivere in gruppi.
ma per una cosa che va ben oltre il sentirmi realizzata,
o migliore di altri,
avere il potere,
o essere la più bella,
la più intelligente
o avere la supremazia.
mi costringo a vivere in gruppi diversi perché sono alla disperata ricerca di un gemello.
perché in realtà sento di essere stata strappata dall'utero che mi ha concepita e gettata sulla terra umida prima ancora che mi si formasse la pelle.
Ed ho una memoria sensoriale
che mi dice che quell'utero io lo condividevo con altre anime.
Quante fossero non so. non sapevo ancora contare.
ma credo abbiano subito la mia stessa sorte, a meno che io non fossi un cancro da eliminare per salvare il resto.

Forse questo è l'istinto di sopravvivenza per come lo concepisco io.

e che non è l'istinto di evitare la morte.
non ho paura della morte. non ho paura nemmeno di come morirò.
non è quel tipo di dolore che mi terrorizza. il dolore fisico..
siamo animali, esseri viventi. il dolore è l'unica sensazione che ci fa capire di essere vivi, quella cosa che mette alla prova tutti i nostri sensi, attiva le sinapsi e muove le nostre cellule, costantemente impegnate a ritrovare un equilibrio nel caos.
no. non è una sopravvivenza fisica quella che mi spinge a cercare.
ché per il gene della codardìa preferirei di gran lunga essere morta tempo fa,
quando ero piccola e nuda.


ma giacché vivo e non posso farne a meno,
poichè è sempre il gene della codardìa che decide
(e in teoria io, perchè il gene è parte di me)
ché di scelte non ne ho, sia per la vita che per la non-vita
(codardìa ancora e ancora e ancora..
più sensi di colpa a gogo)

giacché (SOPRA[v])vivo senza scelta ma per inerzia
(e non c'entra nulla con l'istinto di sopravvivenza,
che si traduce in lotta per la vita.)

giacché... allora cerco.
dentro di me. e fuori.
e trovo. a volte.
(come mi ha fatto riflettere stamane la Lunga).
ABBAGLI. più che altro.
spiriti che mi inondano con tutta la loro luce e il loro calore avvolgente.
e in quella luce mi sembra di vedere meglio.
e in quel calore mi sembra di riequilibrare la mia temperatura corporea..
quella luce mi passa attraverso ed io come un prisma la frammento di nuovo nei colori dell'arcobaleno, come facevo da piccola;
prima di diventare trasparente.

e trasparente
(troppe volte ne ho parlato da dicembra a questa parte)
lo sono diventata per gli abbagli che ho preso..
il sole mi ha scottato e mi ha tolto i colori.
mi ha fatto evaporare..
in genere il meccanismo è sempre uguale.
che idiota, ormai dovrei riconoscerlo no?
[NO]
la luce mi abbaglia, il calore mi avvolge.
la luce se ne va, ma per un po' mi rimane ancora addosso il tepore.

per un attimo la mia vista si altera, non vedo più i colori,
filtro la realtà sotto la pelle d'oca che mi fa drizzare i peli per il gelo lieve che si diffonde su di me.

e poi per un attimo il buio.. e il gelo passa dalla pelle al cuore.

cecità.
battito rallentato e debole.

e poi a passi lenti, contando i secondi come fossero ore.. emergo dall'oblio della delusione.
ché non poteva esserci tutta quella luce in una volta sola, no stupida?
non era vera.
e che quel calore lo producevo io per me stessa, con i battiti accelerati, e il sangue in tumulto.

a passi lenti. quasi in completo silenzio.
e poi BUM. eccolo.
il miocardio nell'ennesimo sforzo di riprendersi.
perché per quel che è stato, per quanto splendente anche se ora annebbiato, deve esistere qualcosa.
qualcosa che se perfetto corrisponde a quella gioia.
Che sia un tramonto. un'alba. o il mezzogiorno di una luna piena...
devo CREDERE che può esistere.
altrimenti cado.
altrimenti mi viene da pensare che quello che cerco esiste solo nella finzione.
e non può essere così.

e allora. senza pretese.
per come si è.
con gradi di intensità regolabili.
ed istintivi.

io trovo. senza aver cercato.
trovo e mi faccio trovare senza volontà di farlo stavolta.
trovo, alla cieca.
trovo nel crepuscolo e non nell'abbaglio del sole di mezzogiorno.
trovo qualcuno come me, il gemello.
anche lui scaraventato a terra, nudo, via da quell'utero genitore che lo rigettava come fosse un intruso.

trovo occhi volontariamente inespressivi che celano enigmi complessi che celano a loro volta semplicità assoluta e invisibile.
tutta la complessità della fisiologia, della chimica e dell'anatomia che si traduce nella semplicità della vita.
trovo una voce bellissima. la sento, nei silenzi del pensiero.
negli occhi che GUARDANO. attenti ai particolari. alle cose invisibili.
alle cose che non si VEDONO.

trovo chi come me ha paura di amare, ma lo fa comunque e forse anche involontariamente, dando di più.
Un di più non in quantità; ma in qualità, in materia e in forme che non pensavo di conoscere ma che sono mie, anche.

trovo qualcuno che mi viene voglia, che sento la necessità di stringere forte al cuore.
e se avessi una zip cucita sulla pelle la aprirei per farcelo entrare e tenermelo stretto.
così, per avere la sensazione di tenerlo appiccicato all'anima.
come quando Peter Pan ritrova la sua ombra e Wendy gliela ricuce.
tenerlo con me. per tornare insieme a quello che si era in origine.
[omozigote]
e quella mancanza che provo ora, nonostante sento di aver trovato.
è disarmante.

così tanto che mi arrendo.
e nonostante abbia costantemente nelle orecchie quella voce bellissima,
quando riapro gli occhi e mi guardo le mani penso che ce l'avevo lì, sul palmo, sulla punta delle dita. tutte e dieci.
quando avevo il privilegio di suonare quest'anima trovata.

continua a farti suonare; dal mondo.
che sei uno strumento senza bisogno di accordatura tu.

sabato 14 marzo 2009

Dei virus. WALL? La barriera si è rotta. E io subisco l'attacco del nemico.


Facciamo che faccio pausa.
Facciamo che faccio della psicanalisi spicciola, come mio solito.
Facciamo che applico il metodo Freudiano e che mi stendo sul lettino e inizio a parlare e parlare senza poter guardare in faccia il mio dottore [che in questo caso sono sempre io.. dottore... puààà!!] e le sue espressioni schifate nel sentirmi raccontare le mie paure.
Facciamo che..
è tutto un _f a c c i a m o f i n t a c h e_

Facciamo che faccio pausa caffè.

Che i virus non stanno solo sul libro che ho sulla scrivania, aperto, ma pure nel mio cervello. Nella parte che riguarda il linguaggio e in quella della memoria.
E mettiamoci pure quella degli impulsi sessuali.
Virus per l'istinto di sopravvivenza.
Virus per l'orgoglio.
Virus per il coraggio.
Virus per me.

[I n f e z i o n e]

Tranquilli.. c'è pericolo solo per me. Non sono contagiosa.
O almeno.. ci vogliono condizioni predisponenti per contrarre la mia stessa malattia.
A U T O I M M U N E per giunta.

Mi serve qualcosa.. che funzioni però.
che ho già provato con un vaccino VIVO-ATTENUATO.
è stato tragico l'effetto. ho sviluppato tutti i sintomi.
sono stata convalescente.
ho creato anche una sorta di memoria immunitaria..
Ma a poco serve: il mio è un virus autoimmune..
e continuo ad ammalarmi con niente.
sono le mie stesse difese a distruggermi.

mi autodistruggo. non riconosco me stessa e mi combatto.
basta con i corticosteroidi. e con gli antidolorifici.
finisce che sviluppo assuefazione. e poi come faccio quando mi si spezzerà di nuovo il cuore?
passo al pratico? farmaci che coadiuvano la coagulazione per non farlo sanguinare troppo, ago e filo, bendaggi vari... e per il dolore? alcool sulla ferita? o alcool in gola.. meglio assopire tutti i sensi.
oppure.....
una ferita più grande e più fisica.. un dolore più forte e concreto che mi distragga dal precedente taglio al cuore?

MI CAPITA DI NON FARCELA A VOLTE.
E DI ESSERE INSIEME COLTELLO E FERITA.

Ma qui vi parlo di tutto e nulla.
E voi lo so, non capite.
Io capisco che non capite e non vi biasimo per questo.
E nemmeno se pensate. che son deprimente.
perché lo sono.
e lo so.

Non ho più voglia di nascondere quello che sono se mi sento così.
Se torno indietro vedo un blog che drasticamente cambia profilo.

il primo passo è ammettere che si ha un problema.
il secondo è capire che tutti hanno un problema.
Ma questo non contribuisce a farmi sentire meno sola.

venerdì 13 marzo 2009

naked as we came....

bene.
splendido.
fantastico.


massì Ma|Be..
'troppo cerebrale
per capire
che si può star bene
senza complicare
il pane..'

bene.
splendido.
fantastico.

raccontiamo i cazzi nostri a qualcuno
che sembra
[sembra]
trasmettere in AM
[come noi..]
in un mondo di radio in FM...


massì...

in un periodo di merda così..
illudiamoci di poter comunicare con qualcuno
illudiamoci di poter essere comprese..
illudiamoci.. sì.
ci manca solo questo.
in un periodo in cui gira tutto da schifo.
illudiamoci. che siamo brave a farlo.

Roby.. com'era la metafora del secchio e dell'incendio?
Ecco... io ho un secchio d'acqua in mano,
la mia casa brucia e piuttosto che usarlo per spegnere l'incendio
che faccio??
Mi ci faccio una doccia.

stupida idiota.
in un periodo in cui gira tutto male.
in cui le uniche persone che amo,
la mia unica famiglia
è lontana da sempre e mi manca da morire.
In cui io d a n n a t a cerco il compromesso,
perché la scelta è impossibile.
in cui i sensi di colpa sono più forti che mai.
e la libertà non esiste.
Stupida idiota che fai?
una doccia?

e pensare che..
che hai condiviso la tua vita.
a parole
e nei fatti.
pensare che hai detto cose che mai ti saresti immaginata di raccontare.
in cambio cosa hai avuto?
solo una persona avida di sapere,
di 'denudarti'..
senza scambio.

Se per una volta il mondo
mi sembrava girasse
.. sì,
sempre dal verso sbagliato
ma
almeno con un'andatura che non faceva venire il voltastomaco..

ora invece
v o m i t o.

giovedì 26 febbraio 2009

il mondo prima [che arrivassi te]


a raffica di nuovo.
s e n t i r e
TE
nei silenzi del mio cuore. che urli C I S O N O

[sì per fortuna ci sei]

e tra tanta gente che mi circonda
tra tante voci che per me sussurrano appena
tu U R L I la V E R I T A'

[sì per fortuna ci sei]

uh se ci sei.
senza pretese, come viene e come va. anche nei V U O T I ci sei.
che non sono più vuoti se il mio pensiero si riempie di te.

sì per fortuna ci sei.

quando la mia testa si riempie di strane logiche, il mio cuore di un dolore conosciuto ma che sempre fa male e a cui non ci si può preparare e i miei occhi di lacrime. per qualcosa che mi tocca ancora spiegare a qualcuno che so non capirà fino in fondo.
b a n a l i t à della mia sofferenza e del mio cuore di seta sgualcito, a tratti con le maglie della trama allentate, in qualche punto strappato e in una parte rammendato.

[sì per fortuna ci sei]

sicche ci sei.
sicche.

e mi viene da pensare che se la mia vita, il mio passato, quello che ero, che non sono più ma che non rinnego anche se non mi appartiene oggi, se tutto questo, se una vita di errori, indecisioni, cose lasciate a metà per colpa di una psicologia (la mia) corrotta da un'infanzia strana e sfruttata da persone brutali.
se tutto questo mi ha portato fino a te.
se tutto questo.
fino a te.
allora mi va bene tutto il dolore.le mie paure non mi stanno più strette.
e quel rammendo non cederà.
la mia seta tornerà lucida come lo era quando avevo 4 anni e non sapevo di averla quella seta, e non sapevo che andava trattata bene, pregiata, t r o p p o facile a rovinarsi.
la mia seta tornerà lucida come era prima del t r o p p o e del t u t t o.

se ciò è servito a farmi arrivare qui. da te. in una fredda mattina metropolitana. per poi guardare riempirmi il cuore della tua vita così lontana ma vicina alla mia. e vedere che un pò di sole c'è. camminando insieme. e lasciandoci dopo aver dimenticato tutto e prima di aver ricordato solo noi.
se ciò è servito ad abbandonare sulle mie guance lacrime che racchiudevano un dolore che non volevo più.
se è servito a lasciarmi andare e a far crollare quel muro solo d o p o, con un abbraccio. l'ultimo.
se mentre tutto il mondo mi scorreva da un finestrino in bianco e nero, ed io lì dentro (fuori da quel mondo) a recuperare un pò dei colori persi in tutti questi anni.
se è bastato annegare da sola, volontariamente, in quei tuoi occhi corteccia per capire e credere.
e liberarmi ancora con tutte le lacrime silenziose di cui dispongo.
e stare in ansia per la tua assenza/presenza.

[sì per fortuna ci sei]

se tutto il mio vecchio passato purgatorio è servito a portarmi da te
io dico G R A Z I E.
G R A Z I E.vocabolo inflazionato.
oggi no. è pieno del suo significato.
sì fortuna che ci sei.
grazie alla vita. a questo punto.
sicche.

[era bello il cielo d'inverno come i tuoi denti..
era bello vedere i capelli bruciare e cambiare colore..
era bello cadere d'autunno sopra le foglie come le foglie
il mondo prima che arrivassi te
il mondo prima che arrivassi te
il mondo prima che arrivassi te..
(il mondo prima_tre allegri ragazzi morti]


sicche.

martedì 3 febbraio 2009

NoCtUrNe_MiDdLeY

Parole dolci|parole complicate|parole semplici|parole alate|parole che un cuore possono spezzare|parole che ti fanno sanguinare[parole che sembrano mai bastare][parole che possono cambiare quello che sembrerebbe immutabile]parole uniche[parole che in un lampo a te conducono]parole fragili|parole che poi puntano e distruggono|parole stupide|parole che non sanno dove andare|parole magiche|parola mia d’onore[le piu’ struggenti parole d’amore]parole al vento|parole che si perdono nel tempo|parole date e gia’ dimenticate...........................................................................
at first I've lost my direction
and I was glad to be alive
but then I had to meet myself
and my depression
and I should have swallowed all my pride
you're uncontrolable
you're unloveable
hold me tightly
never let me go
they spun a web for me
they spun a web for me
they spun a web for me
breath,
keep breating
don't lose your nerve
breath,
keep breathing
I can't do this ALONE

solo una parte i n f i n i t e s i m a
you're so fuckin' special
but I'm c r e e p,
I'm weirdo,
WHAT THE HELL AM I DOING HERE?
I don't belong here.

[S E A L M E N O S I V E D E S S E L'A U T O S T R A D A___]
E Quando I Sogni Nemmeno Son Qui
comprerei da te
ogni sorta di magia
ma se tu vendi solo fuoco
pagherò con la mia stessa cenere.
(CERCHI CONCENTRICI SE VUOI)
CAUSE ALL I WANT IS HERE AND NOW
BUT IT'S ALREADY BEEN AND GONE
[OUR INTENTIONS ALWAYS LAST THAT BIT TOO LONG]
c'è una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore...
è b e l l i s s i m a.
vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ma OGNI COSA è una ferita..
[ALL I WANT IS TO ROCK YOUR SOUL..]
WoRdS aRe FlOwInG oUt LiKe EndLeSs RaIn InTo a PaPeR cUp
Glaciers melting in the dead of night
And the superstar
sucked
into the
supermassive.. black hole.

(ooh ooh ahh__YOU SET MY SOUL ALIGHT)
_maisilenzio___vivereomorire__
e tutto ciò che so schivare è il vento
come puoi vivere a testa in giù??
FALLINGdown___ nowTHEworldISupsideDOWN:
i'M heading straight for the clouds............
Go Girl, Go..
You're around
You don't look back
What did U see?
What did U belt?
You're around TRYING to forget.
YOU COULD BE THE ONE WHO LISTENS
ALL MY DEEPEST INQUISITIONS
[U could be the one I'll always love]
se potesse questo buio cancellare l'universo forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso
troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
tutto ciò da cui stavi fuggendo
torna come valanga più grande che
ti trascina al PUNTO DI PARTENZA
se vesti vecchi difetti...
and just in time
in the right place
STEADILY EMERGING WITH GRACE

ora lo so___non mi sento più bene da un pòù
che male fa RIVEDERMI IN ME
o v u n q u e 6 c i 6
but something has to happen first
I know winter has to come
BEFORE IT BLOSSOMS

poi affondo ne vuoto che
GIURO CHE C'E'.
penso a come sei
e a come TUTTO URLA IN TE.
All U need is L o V e________is all U need.