mezzo.
perché il bicchiere deve essere mezzo vuoto o mezzo pieno?
cioè.. è mezzo.
se è pieno è pieno. si dice pieno perché non contempla il vuoto.
se è vuoto è vuoto. si dice vuoto per indicare l'assenza di qualsiasi cosa.
e guardate che. non è una questione di vedere le cose o bianche o nere.
perché conosco le sfumature e mi piacciono. le sfumature.
ma è semplice attaccamento ai dettagli. pignoleria. ualllllààà.
il pieno non contempla il vuoto. se è pieno è pieno.
il pieno è colmo.
questo bicchiere è mezzo colmo. COLMO sottintende un "... FINO ALL'ORLO".
non lascia vie di scampo.
come dire.. mezzo finito o mezzo iniziato. che significa?
mezzo occupato o mezzo libero.. cose da pazzi!ho mezzo finito una cosa...
sono mezzo occupato perché ho mezzo finito sta cosa. cioè..
COSE DA PAZZI!!
e poi.. vuoto di che..???
anche una cosa vuota, fondamentalmente, è piena.
è piena di niente. quel niente che poi è aria. piena di aria QUINDI.
e chiamiamo le cose col loro nome diamine!
vedere il bicchiere mezzo pieno. mezzo pieno di cosa? di aria? di liquido?
e mezzo vuoto? mezzo vuoto di aria? o mezzo vuoto di liquido?
precisione.
il mio bicchiere è mezzo. [punto]
nel senso: fino a metà c'è liquido. per l'altra metà c'è aria. comunque materia. MATERIA. ATOMI.
è pieno per due volte nel suo volume, spartito fra due elementi che, non potendo essere miscelati, si auto-delimitano.
Poi.. che l'aria ci serva per decidere quanto liquido vogliamo versarci dentro, al bicchiere, quella è un'altra cosa.
ma è pura economia. non vogliamo sprechi.
siamo noi che alla domanda "come vedi il bicchiere?" rapportandolo alla nostra vita,
alla nostra esperienza personale, decidiamo se quel che c'è dentro il bicchiere ci basta oppure no. le possibilità sono infinite in una segmento infinitesimale racchiuso tra i limiti VUOTO e PIENO.
VUOTO | infinitesimi di riempimento | PIENO
e in ogni caso, nonostante gli infinitesimi di riempimento, è comunque pieno.
vuoto=pieno perché vuoto= pieno di niente.
c'entra anche come gli altri decidono di riempirtelo il bicchiere. o meglio.
come non decidi di fartelo o non fartelo riempire.
"BARISTA! UN BICCHIERE DI COCA-MALIBU CON GHIACCIO!"
Ed ecco che ti passa sul bancone un bicchiere di coca, con sei cubetti di ghiaccio, uno spruzzetto di Malibu e Aria a RIEMPIRE gli spazi che avanzano.
E ti lamenti. ti lamenti perché..
"CHE MARCIO! E' TUTTO GHIACCIO E COCA.. E IL BICCHIERE NON E' NEMMENO PIENO!"
Certo che è pieno, bambino scemo!!
c'è tutto dentro. tutto!
La prossima volta specifica: tanto Malibu un po' di Coca e due/tre cubetti. NIENTE ARIA GRAZIE.
o se proprio chiedi gli elementi separati e te lo fai da solo. come piace a te.
e poi.. è una questione di spazi. cioè.
vedi il bicchiere mezzo pieno? pirla!
sposta il liquido in un bicchiere più piccolo, vedi come si riempie! e poi, FINALMENTE, potrai dire.. "IL MIO BICCHIERE (piccolo) E' PIENO! =)"
idem per il mezzo vuoto. sposta il liquido in un altro bicchiere più piccolo ed avrai il tuo bicchiere vuoto (e pieno contemporaneamente e comunque di niente) e in più pure il bicchierino pieno. e uallllààààà!!!
è una questione di volumi. e di volersi NON accontentare se si rimane davanti a un bicchiere indifferentemente (e badate bene all'utilizzo della parola INDIFFERENTEMENTE) mezzo vuoto o mezzo pieno.
si fa prima ad accontentarsi del MEZZO. no?
c'entra l'ambizione. non il pessimismo e l'ottimismo.
c'entra l'umiltà.
c'entra la voglia di avere di più, la presunzione del sentirsi più meritevoli di quel che gli altri stimano.
c'entra il sapersi o il volersi accontentare.
non c'entra il pessimismo né l'ottimismo.
solo il relativismo del momento.
e il mio bicchiere adesso è mezzo. ma non di VINO. (ahimé..)
La mia casa è la pancia di una balena, ho un acquario nella finestra, un amico pittore e poeta ed un cane di nome Diego che dorme sul mio letto. Cosa potrei volere di più dalla vita?
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venerdì 5 febbraio 2010
un post nel MEZZO.
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.nei.toni.del.blu.,
COMEleFATE RoOockON,
deliri a pensarci bene..,
mezzo,
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sui_tubi
martedì 25 agosto 2009
che rumore fa la felicità?
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tatto
lunedì 29 giugno 2009
faunPOSTrano....
che non ricordavo che la Desperados avesse mai avuto un gusto più buono.
Eppure la bevo sempre; è la mia prima scelta quelle poche volte che mi aggiro nel reparto alcoolico del supermercato.
stavolta però ha un sapore diverso.
saranno stati i 500 km.. e il mese di 'riposo' in questa cucina..
sarà l'atmosfera. o il mio stato d'animo di serenità totale.
sarà che mi sento a casa... è una pace dei sensi..
la vista è appagata.
l'udito soddisfatto di sentire la solita musica che si mescola alle campane che riecheggiano nella frescura serale. e anche di ascoltare quei discorsi sull'umidità fatti in dialetto stretto dalla mia vecchina preferita alla finestra..
l'olfatto pure, con l'odore di chiuso che pian piano sfuma e se ne va dalla finestra aperta della cucina..
e il gusto... con questo sapore dolciastro che lascia spazio all'amarognolo del malto d'orzo con la Tequila.
e che ne so. sarà che quando si è tranquilli si percepisce tutto e meglio.
ora... MANCA SOLO IL TATTO.
[e poi aggiorno anche gli altri quattro...]
BIRRA ALL'AROMA DI TEQUILA.
INGREDIENTI: acqua, malto d'orzo, sciroppo di glucosio, mais, zucchero, aromi, acido citrico, estratto di luppolo. Da consumarsi preferibilmente entro la data indicata sul collo della bottiglia. NON DISPERDERE IL VETRO NELL'AMBIENTE.
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giovedì 25 giugno 2009
Ma|Be e le metafore dell'AMORE
ho cambiato PELLE per l'ennesima volta ed ho messo LE PENNE.
è che questo template mi ha davvero colpita. una di quelle rivelazioni, di quelle botte intuitive che non mi aspettavo il cervello [il mio] potesse nemmeno sfiorare..
mi son trovata quest'animazione quissù...
toh! un pennuto che sbatte la testa contro un cuore ed esclama "OhMyGod!!".....
UN POLLO CHE SI SCONTRA CON L'AMORE.
già.......
ESATTO........
è una metafora perfetta!
e POLLO inteso NON come IDIOTA, FESSO... ma come condizione dell'anima, stato d'essere.
Quasi un "quando meno te l'aspetti ti ci imbatti"..
un "hai la testa tra le nuvole, sei senza prontezza di riflessi, senza reazioni preparate e SBAAAMM!".
Che è così che dovrebbe coglierti l'amore. Con una botta imprevista.
Dovrebbe BECCARTI impreparato...
che poi è la condizione migliore. L'essere pollo.
Sei lì, nell'aia a razzolare, ti guardi intorno con noncuranza, fai chicchirichì quando sorge il sole, percorri la scaletta del tuo pollaio facendo lo slalom tra le cacche delle galline...
e a un certo punto t'innamori.
e non sei per nulla preparato.
bello.
è così che deve andare.
senza impostazione. senza copione. senza valutare le possibilità.
senza scelta. solo perché ti CAPITA, d'innamorarti.
anche ciecamente se vogliamo estremizzare.
Ed è allora che il tuo essere pollo si concretizza.
Ti dimostri te, in tutto te stesso... in tutta la tua POLLITUDINE.
pidocchi e rosse creste fiere. chicchirichì stonati emessi in ore improbabili e piume arruffate per farti grosso.
difetti e pregi insomma.
che bello no?
secondo me è bello.
e ti senti proprio pollo. imbambolato.
e non sai spiegartelo. come mai al posto dei vermicelli, nello stomaco, c'hai le farfalle..
e perché il rosso delle galline te lo senti in faccia.
e vorresti svolazzare, starnazzare (e qui entra in campo anche il sentirsi oca).
e rimani con gli occhi fissi nel vuoto..
insomma... ti POLLIZZI.
Il trucco per sopravvivere comunque rimane il non farlo notare.
perché se poi le galline nel pollaio si accorgono del tuo ESSERE pollo che SI SENTE un pollo e SI COMPORTA da pollo... allora giungono alla conclusione che possono trattarti come si tratta un pollo.
e prenderti in giro per l'aia, e spennarti. o peggio tirarti il collo [che senza pollici opponibili la vedo dura. Ma le galline sono antiche. un modo per farti fuori ce l'hanno di sicuro].
Perché le galline, si sa.. sono senza cervello.
ed onnivore.
però.. che bello essere polli innamorati.
è bello no?
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giovedì 7 maggio 2009
LIBERTA'
[...] o resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai..
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voglio
giovedì 26 marzo 2009
Dedicato alla mia ROBY [specializzata in materia di (lurido)HippiE]: FUTURAMA DOCET.
anche un HippiE ha i suoi problemi.
perché un HippiE che professa l'amore libero alla fine se la prende nel culo.
Se è tutto un peace&love, se siete ingenui fino alla fine, se
"mettete dei fiori nei vostri cannoni.."
è la frase che ripetete più spesso, oh HippiEs, non fate quella faccia tra lo stupìto e l'inebetito quando vi accorgerete finalmente che gli altri non sono HippiEs quanto voi, perché quel cannone, al posto di riempirlo di fiori ve l'hanno amorevolmente e pacificamente infilato su per il culo..
sempre in nome dell'amore libero..
ma voi che siete così HippiEs, nonostante la sodomia, sarete comunque in grado di ringraziare la biodiversità.
e di conviverci col cannone..
in fondo è nel vostro culo in nome dell'amore libero e del peace&love.
il fine giustifica i mezzi.
e vi dirò di più...
quel cannone in culo vi piace.
sisì, siete capaci di trarre piacere anche da quel dolore anale.
questo significa davvero essere un HippiE:
disposti a tutto in nome dell'amore.
decisamente.
anche un HippiE ha i suoi SERI problemi.
perché un HippiE che professa l'amore libero alla fine se la prende nel culo.
Se è tutto un peace&love, se siete ingenui fino alla fine, se
"mettete dei fiori nei vostri cannoni.."
è la frase che ripetete più spesso, oh HippiEs, non fate quella faccia tra lo stupìto e l'inebetito quando vi accorgerete finalmente che gli altri non sono HippiEs quanto voi, perché quel cannone, al posto di riempirlo di fiori ve l'hanno amorevolmente e pacificamente infilato su per il culo..
sempre in nome dell'amore libero..
ma voi che siete così HippiEs, nonostante la sodomia, sarete comunque in grado di ringraziare la biodiversità.
e di conviverci col cannone..
in fondo è nel vostro culo in nome dell'amore libero e del peace&love.
il fine giustifica i mezzi.
e vi dirò di più...
quel cannone in culo vi piace.
sisì, siete capaci di trarre piacere anche da quel dolore anale.
questo significa davvero essere un HippiE:
disposti a tutto in nome dell'amore.
decisamente.
anche un HippiE ha i suoi SERI problemi.
"maestro, cosa vuoi che io faccia per te?
E LUI M'HA RISPOSTO:
looovv looovvv looovv..."
"come t'ha chiamato?!?!?"
"amòòòòre amòòòòre amòòòòre..."
(Bianco Rosso e Verdone 1981_la comunità dei FIGLI DELL'AMORE ETERNO)
E LUI M'HA RISPOSTO:
looovv looovvv looovv..."
"come t'ha chiamato?!?!?"
"amòòòòre amòòòòre amòòòòre..."
(Bianco Rosso e Verdone 1981_la comunità dei FIGLI DELL'AMORE ETERNO)
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peaceN'love,
PELIdiCANE,
sbigottimento
domenica 22 marzo 2009
MAGIE DI SOGNI AD OCCHI APERTI [E La Magnolia Del Vicino Che Fiorisce Sotto La Neve Di Primavera].
Stanotte ho sognato.
ho sognato di stare a _C A S A M I A_ dove sono nata.
di trascorrere un po' di tempo con i miei amici e la mia famiglia.
come ho fatto nello scorso viaggio.
come farò nel prossimo.
(forse per questo l'ho sognato...)
Ho sognato che era notte.
ho sognato la chiave nella serratura ed io
che distrattamente la giravo per rientrare,
mentre, ridente e appassionata, abbracciavo e baciavo
il "mio piccolo sole personale",
inciampando insieme nel gradino della soglia.
E mentre sognavo.
Farfalle nello stomaco, la sua voce nella testa e il sapore del suo bacio sulla lingua.
Finalmente ero sporca di felicità.
Nel buio dell'ingresso riacquistavamo equilibrio.
Aggrappandoci.
l'uno all'altra.
Tenendoci.
E così,
da precari a finalmente stabili,
restavamo in silenzio nel buio.
Per tornare a ridere di nuovo, qualche istante dopo.
____________________________
Nel sogno, della mia casa percepivo tutta la solitudine di ventidue anni di abbandono: l'odore di chiuso, il silenzio per me opprimente dopo il rimbombo delle nostre voci, il buio dell'intonaco, ormai oscurato dalle ombre del disuso.
E mentre ci spostavamo,
attaccati come dovevamo stare,
dall'ingresso al salotto,
ecco che si accende la luce.
Tutto ha ripreso vita:
era come tirare via i veli di cellophane dai mobili della casa al mare e con loro scacciare in un gesto scaramantico l'immobilità dell'incuria.
E sotto il fascio luminoso che proiettava il lampadario: MIO PADRE.
Papà. Con un'espressione di rimprovero sul volto.
Rimprovero per l'ora tarda. Rimprovero per "lo sconosciuto" che avevo introdotto nella nostra casa. Rimprovero per la mia mancanza di rispetto verso il tetto familiare e le regole che dovevano essere seguite sotto quel tetto, finché lui esisteva...
Al posto di rimpicciolirmi e diventare minuscola,
il petto mi si tendeva in un respiro,
il più profondo che avessi mai preso.
Ma la felicità di vederlo lì, in carne ed ossa, ammetteva ogni biasimo e mi faceva accogliere con suprema gioia qualsiasi punizione mi sarebbe toccata scontare.
Le sue labbra con quel sorriso al contrario erano come me le ricordavo e le riconoscevo nella mia espressione, vista allo specchio. I suoi occhi verde-ambra schiusi al massimo per trasmettermi tutto il suo disappunto, invece, mi coccolavano in un abbraccio che da sempre sentivo mancarmi.
la sua barba di giornata. e i capelli arruffati di chi era stato a letto.
Bellissimo.
___________________________
Era un sogno ad occhi aperti.
Non stavo dormendo. Non era una creazione di quel tipo.
Era un volo d'immaginazione, di una frazione di minuto, durante il quale sui miei occhi è sceso un velo che mi ha lasciato fissare la realtà, immobile, trasportandomi in un'altra dimensione.
Inconscio più di un sogno. Subconscio forse.
E quando mi sono ripresa, come al solito, come una bambina capricciosa, ho alzato la testa dal cuscino e sono scoppiata in lacrime.
Non un pianto silente.
stavolta un pianto sonoro e singhiozzante.
Piangere Piangere Piangere.
è difficile mostrarsi così.
".. gemendo e piangendo in questa valle di lacrime..."
Che odio. Che tedio.
Eppure continuavo; e continuavo senza sosta, senza respiro.
Quasi con volontà di farlo. Quasi convinta che, se insistevo nel mio frignare, il nastro della mia esistenza si sarebbe riavvolto velocemente in un rewind di fotogrammi rapidi, e sarebbe ripartito ed altrettanto velocemente andato avanti fino al punto che avevo sognato poco prima, cancellando quella che era solo una bozza arrangiata della mia vita e riscrivendoci sopra la bella copia, la versione definitiva, con le dovute correzioni alla sceneggiatura ed il montaggio giusto...
... come se singhiozzare e mostrarmi disperata fosse la cosa da fare per ottenere la serenità racchiusa in quel sogno.
Quella che merito.
Quello di cui necessito.
Il mio bisogno di averlo, quell'uomo dal fisico atletico e imponente.Quella che merito.
Quello di cui necessito.
Di avere le sue braccia immense intorno alle mie spalle.
Di avere la sua mano che mi copre gli occhi per impedirmi di vedere ciò che mi fa male.
Il bisogno di avere un punto di riferimento.
Qualcuno che sappia dirmi per una volta NO.
Che mi dia delle regole.
Che mi impedisca di sbagliare.
O che mi faccia sbagliare ma che poi mi sostenga.
Che mi incoraggi.
Che mi consoli.
Che abbia ricordi di me, delle mie cose buffe;
dei miei ciucci e delle mie culle. dei miei primi passi.
di quello che eravamo, quando stavamo ancora tutti insieme.
E che abbia il mio stesso odore.
L'odore di quel sangue amaro che ho.
Quell'odore che cerco disperatamente e che non trovo più.
L'odore di quel sangue amaro che ho.
Quell'odore che cerco disperatamente e che non trovo più.
ormai sono unica.
ormai sono sola.
e dopo il sogno sempre più
S b I a D i T a.
ormai sono sola.
e dopo il sogno sempre più
S b I a D i T a.
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venerdì 20 marzo 2009
di SOPRAVVIVENZA, ABBAGLI e STRUMENTI MUSICALI
Ed è spaventoso rendersi conto che in fondo siamo animali.
Perché se si partisse dal concetto bello e chiaro che siamo animali,
[SOLITARI per giunta]
che abbiamo istintie che questi, nella maggiorparte dei casi, prevalgono sui meccanismi sociali,
allora uno si mette l'animo in pace e tace la questione.
allora uno riesce a darsi una spiegazione,
conscio che gli altri agiscono secondo una scala precisa di valori, di bisogni da soddisfare.
e invece no.
Abbiamo questa cosa che ci batte insieme al cuore. e che noi chiamiamo anima.
Abbiamo un'anima MA siamo animali.
Abbiamo la capacità di sviluppare una personalità: un mix elaborato di predisposizioni genetiche, qualità e quantità delle pulsioni ed educazione comportamentale trasmessa/subìta.
e siamo tutti diversi.
[b e l l a s t o r i a.
la biodiversità e la psicodiversità.]
Tutti diversi e consapevoli comunque di essere animali SOLITARI.la biodiversità e la psicodiversità.]
di avere un certo grado di egoismo, succo concentrato dell'istinto di sopravvivenza.
Eppure.
ci costringiamo a vivere in comunità, in più gruppi diversi e contemporaneamente.
perché soli non vogliamo starci.
e diventiamo egoisti perché l'egoismo per esistere ha bisogno degli altri.
il gene dell'ipocrisia è in ognuno di noi.
nel mio caso specifico possiedo anche quello della codardìa.
espressione genotipica. non fenotipica.
e fondamentalmente mi costringo a vivere in gruppi.
ma per una cosa che va ben oltre il sentirmi realizzata,
o migliore di altri,
avere il potere,
o essere la più bella,
la più intelligente
o avere la supremazia.
mi costringo a vivere in gruppi diversi perché sono alla disperata ricerca di un gemello.
perché in realtà sento di essere stata strappata dall'utero che mi ha concepita e gettata sulla terra umida prima ancora che mi si formasse la pelle.
Ed ho una memoria sensoriale che mi dice che quell'utero io lo condividevo con altre anime.
Quante fossero non so. non sapevo ancora contare.
ma credo abbiano subito la mia stessa sorte, a meno che io non fossi un cancro da eliminare per salvare il resto.
Forse questo è l'istinto di sopravvivenza per come lo concepisco io.
e che non è l'istinto di evitare la morte.
non ho paura della morte. non ho paura nemmeno di come morirò.
non è quel tipo di dolore che mi terrorizza. il dolore fisico..
siamo animali, esseri viventi. il dolore è l'unica sensazione che ci fa capire di essere vivi, quella cosa che mette alla prova tutti i nostri sensi, attiva le sinapsi e muove le nostre cellule, costantemente impegnate a ritrovare un equilibrio nel caos.
no. non è una sopravvivenza fisica quella che mi spinge a cercare.
ché per il gene della codardìa preferirei di gran lunga essere morta tempo fa,
quando ero piccola e nuda.
ma giacché vivo e non posso farne a meno,
poichè è sempre il gene della codardìa che decide
(e in teoria io, perchè il gene è parte di me)
ché di scelte non ne ho, sia per la vita che per la non-vita (codardìa ancora e ancora e ancora..
più sensi di colpa a gogo)
giacché (SOPRA[v])vivo senza scelta ma per inerziapiù sensi di colpa a gogo)
(e non c'entra nulla con l'istinto di sopravvivenza,
che si traduce in lotta per la vita.)
giacché... allora cerco.che si traduce in lotta per la vita.)
dentro di me. e fuori.
e trovo. a volte.
ABBAGLI. più che altro.
spiriti che mi inondano con tutta la loro luce e il loro calore avvolgente.
e in quella luce mi sembra di vedere meglio.
e in quel calore mi sembra di riequilibrare la mia temperatura corporea..
quella luce mi passa attraverso ed io come un prisma la frammento di nuovo nei colori dell'arcobaleno, come facevo da piccola;
prima di diventare trasparente.
e trasparente
(troppe volte ne ho parlato da dicembra a questa parte)
lo sono diventata per gli abbagli che ho preso..il sole mi ha scottato e mi ha tolto i colori.
mi ha fatto evaporare..
in genere il meccanismo è sempre uguale.
che idiota, ormai dovrei riconoscerlo no?
[NO]
la luce mi abbaglia, il calore mi avvolge. la luce se ne va, ma per un po' mi rimane ancora addosso il tepore.
per un attimo la mia vista si altera, non vedo più i colori,
filtro la realtà sotto la pelle d'oca che mi fa drizzare i peli per il gelo lieve che si diffonde su di me.
e poi per un attimo il buio.. e il gelo passa dalla pelle al cuore.
cecità.
battito rallentato e debole.
e poi a passi lenti, contando i secondi come fossero ore.. emergo dall'oblio della delusione.
ché non poteva esserci tutta quella luce in una volta sola, no stupida?
non era vera.
e che quel calore lo producevo io per me stessa, con i battiti accelerati, e il sangue in tumulto.
a passi lenti. quasi in completo silenzio.
e poi BUM. eccolo.
il miocardio nell'ennesimo sforzo di riprendersi.
perché per quel che è stato, per quanto splendente anche se ora annebbiato, deve esistere qualcosa.
qualcosa che se perfetto corrisponde a quella gioia.
Che sia un tramonto. un'alba. o il mezzogiorno di una luna piena...
devo CREDERE che può esistere.
altrimenti cado.
altrimenti mi viene da pensare che quello che cerco esiste solo nella finzione.
e non può essere così.
e allora. senza pretese.
per come si è. con gradi di intensità regolabili.
ed istintivi.
io trovo. senza aver cercato.
trovo e mi faccio trovare senza volontà di farlo stavolta.
trovo, alla cieca.
trovo nel crepuscolo e non nell'abbaglio del sole di mezzogiorno.
trovo qualcuno come me, il gemello.
anche lui scaraventato a terra, nudo, via da quell'utero genitore che lo rigettava come fosse un intruso.
trovo occhi volontariamente inespressivi che celano enigmi complessi che celano a loro volta semplicità assoluta e invisibile.
tutta la complessità della fisiologia, della chimica e dell'anatomia che si traduce nella semplicità della vita.
trovo una voce bellissima. la sento, nei silenzi del pensiero.
negli occhi che GUARDANO. attenti ai particolari. alle cose invisibili.
alle cose che non si VEDONO.
trovo chi come me ha paura di amare, ma lo fa comunque e forse anche involontariamente, dando di più.
Un di più non in quantità; ma in qualità, in materia e in forme che non pensavo di conoscere ma che sono mie, anche.
trovo qualcuno che mi viene voglia, che sento la necessità di stringere forte al cuore.
e se avessi una zip cucita sulla pelle la aprirei per farcelo entrare e tenermelo stretto.
così, per avere la sensazione di tenerlo appiccicato all'anima.
come quando Peter Pan ritrova la sua ombra e Wendy gliela ricuce.
tenerlo con me. per tornare insieme a quello che si era in origine.
[omozigote]
e quella mancanza che provo ora, nonostante sento di aver trovato.è disarmante.
così tanto che mi arrendo.
e nonostante abbia costantemente nelle orecchie quella voce bellissima,
quando riapro gli occhi e mi guardo le mani penso che ce l'avevo lì, sul palmo, sulla punta delle dita. tutte e dieci. quando avevo il privilegio di suonare quest'anima trovata.
continua a farti suonare; dal mondo.
che sei uno strumento senza bisogno di accordatura tu.
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U.R.U?
giovedì 29 gennaio 2009
[RI]trovarSI _____________ {t R o P p O}.
Sempre cerco.
di sintonizzarmi. sulle frequenze di chi mi sta intorno.
perché è l'unica cosa.
che mi rimane
[l'unica.]
mi rimane questo.
adattarmi. alla Darwin.
e sopravvivere, no?
questo è il punto
[no?] ______ SOPRAVVIVERE.
di sintonizzarmi. sulle frequenze di chi mi sta intorno.
perché è l'unica cosa.
che mi rimane
[l'unica.]
mi rimane questo.
adattarmi. alla Darwin.
e sopravvivere, no?
questo è il punto
[no?] ______ SOPRAVVIVERE.
Quando si e [TROPPO] per gli altri.
e allora cerco di essere di meno.
[il meno possibile]
ACCOMODANTE come cosa.
e allora cerco di essere di meno.
[il meno possibile]
ACCOMODANTE come cosa.
e poi. per caso. succede.
succede che.
per caso.
mentre mi sintonizzo sul battito del mondo.
per caso. SUCCEDE.
[benedetto caso]
[che succede una volta ogni TROPPO]
che trovo qualcunA. e mi dico
.v a l e.
vale.la.pena.vivere.se.c'è.
.u n a p e n a c h e v a l e.
.sorellA.
succede che.
per caso.
mentre mi sintonizzo sul battito del mondo.
per caso. SUCCEDE.
[benedetto caso]
[che succede una volta ogni TROPPO]
che trovo qualcunA. e mi dico
.v a l e.
vale.la.pena.vivere.se.c'è.
.u n a p e n a c h e v a l e.
e diventa tutto che.
ROBAMIA,ROBATUA.
E allora .amicA.ROBAMIA,ROBATUA.
.sorellA.
.ama n t e.
dico che quando sono troppo.
.TROPPO. per tutto il resto
.per TE no.
e quando sei TROPPO tu.
.per me non lo sei.
scambiamoci il .TROPPO.
come ieri. come oggi.
che tanto CORRISPONDE.
.TROPPO. per tutto il resto
.per TE no.
e quando sei TROPPO tu.
.per me non lo sei.
scambiamoci il .TROPPO.
come ieri. come oggi.
che tanto CORRISPONDE.
che tanto il TROPPO che siamo, lo siamo
in tempi diversi.
E quando sei [troppo] tu, sono [poco] io.
e VICEVERSA.
e allora possiamo dividercelo
e CONDIVIDERLO.
[questo maledetto troppo.]
e VICEVERSA.
e allora possiamo dividercelo
e CONDIVIDERLO.
[questo maledetto troppo.]
ed io sono sollevata.
e pure tu
.s p e r o.
e pure tu
.s p e r o.
e quando siamo [troppo]
tuttE e due
allora sarò felice di essere infelice con te.
come te.
E sarò felice di non morirNE da sola.
tuttE e due
allora sarò felice di essere infelice con te.
come te.
E sarò felice di non morirNE da sola.
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
Why? why? …
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
Why? why? …
interessi che ho pagato:
[TROPPO],
altalena,
ascoltando Debussy,
barlume di speranza,
COMEleFATE,
mondi paralleli,
nebbia,
pensieri sul pavimento.,
quid,
riflessioni,
sui_tubi,
trasparente
martedì 20 gennaio 2009
.sbiadire [lentamente] evaporare.

io sono trasparente.
trasparente.
così limpida che attraverso lo specchio non mi vedo.
così aria che tutto mi passa TRAMITE.
che tutto mi travolge. a tal punto che a volte nemmeno me ne accorgo.
tanto sensibili i miei sensi da assopirsi per lo strazio del momento.
per lo shock.
io sono trasparente.
ho affinato questa mia caratteristica negli anni.
una volta non lo ero.
da piccola ero colorata. un pasticcio di colori.
una tavolozza con ogni sfumatura.
come il vestito da pagliaccio che mia mamma mi faceva indossare a carnevale.
con pois blu, rossi, gialli e verdi.
ero emozionante e travolgente.
poi. bum!
ho iniziato a sbiadire.
i bambini sbiadiscono? io lo facevo.
estate dopo estate, bruciata dal sole.
pian piano i colori andavano via.
mi abbandonavano e andavano a dipingere quello che c'era intorno a me.
crescevo e con le sfumature che mi lasciavano coloravo di significato quello che mi circondava.
e profumavo da piccola.
profumavo di caramello e noce moscata. di caffè e liquirizia anche.
profumavo di fresco.
e sbiadendo nei colori ho iniziato a sbiadire anche nelle essenze.
che si posavano sulla pelle e sulla scorza delle persone e delle cose tutt'intorno.
e 'risuonavo' anche. da piccola 'risuonavo'.
con note allegre di tromba, dolci di pianoforte e delicate di chitarra classica.
trilli leggeri di sonagli. che lentamente son diventati timbri di violini.
e poi fragore di silenzio.
ora non suono. non profumo. non ho sfumature.
trasparente.
ma il mio mondo ha miliardi di note. infinite essenze olfattive. continue sfumature di colori. soprattutto sconosciute.
non io.. il mio mondo.
io sono trasparente.
mi si vede attraverso.
come l'aria. l'unico elemento di disturbo tra un occhio e la sua visione.
come l'aria. in cui le onde sonore si propagano.
come l'aria. attraverso cui le molecole di profumo vengono respirate.
solo una cosa mi è rimasta.
che quel sole mi ha lasciato facendo sbiadire ed evaporare il resto.
calore.
che quel sole mi ha lasciato facendo sbiadire ed evaporare il resto.
calore.
interessi che ho pagato:
cooosa|essereee|tuuuu?,
in caduta libera,
infanzia,
lentamente sbiadire,
malinconia,
mondi paralleli,
nebbia,
pensieri sul pavimento.,
ricordi,
riflessioni,
trasparente
venerdì 16 gennaio 2009
che sono complicata come una telenovela portoricana. IO. [cerchiamo di recuperare il tempo perso? - cerchiamo di recuperare noi che ci siamo persi...]
premessa: troppa cioccolata fa.. [male] e [bene]
Mantenere il passo..
della vita, che corre con falcate da giaguaro, mentre noi poveri bipedi ci affanniamo a rincorrerla.
è dura.
e scendiamo a compromessi per distaccarla di quel mezzo metro.
che in fondo non ci fa sentire per niente vincenti.....
e perciò...
ho capito - almeno credo [mi ci è voluto un pochino].
che la vita è vero che corre ma nessuno ci obbliga a tenerle il passo.
Quella corsa disperata per raggiungerla mi era utile poiché sono costantemente spaventata dal presente e dal passato.
Spero
in un futuro diverso ma altrettanto veloce...
Cerco di combattere
- con una neonata consapevolezza -
i fantasmi che mi porto dietro da tanto tempo.
e il futuro lo vivo ogni giorno nel mio presente [che temo].
l'importante è rendersene conto.. mi dico.
che è la vita che corre dietro te e non tu dietro lei.
tutto questo a causa della bilancite acuta - come dice un mio amico:
quando mi prende (ossia quando faccio un bilancio della mia vita almeno ogni 45 minuti per un paio di settimane) cerco di vedere gli ultimi periodi passati come i pilastri di una casa...
e comincio a buttare giù ogni pilastro per ogni persona o situazione che non ha aggiunto niente a quello che già ero e che già avevo
e lascio o aggiungo tanti pilastri quante sono le persone che invece hanno fatto il contrario...
il risultato è che la casa rimane su...
rimane su perché ho la fortuna di possedere quei pilastri fermi che,
anche se sono pochi,
sono collocati al punto giusto.
e la maggior parte delle volte bastano da soli a mantenere su il tutto.
Tu sei uno dei miei pilastri principali...
anche se non sei tangibile.
anche se non ti conosco. mai ti ho conosciuto e forse, se anche gli altri pilastri dovessero cedere.. mai ti conoscerò.
nonostante tutto sei al piano terra.
e tutto quello che costruisco lo costruisco perché
perché non lo so. in fondo non sei materialmente presente. ma idealizzato.
però mi ispiri, proietti in me un' immagine
flebile. fumosa.
che lascia uscire con un rantolo la beata speranza dai miei polmoni
espirandola su quella foschia. per schiarirla.
e così
con il primo piano
il secondo piano
il terzo piano....
la casa va avanti
e tu con lei e la vita con te.
l'importante è rendersene conto..
rendersi conto che è la vita che corre dietro te e non tu dietro lei.
o no?
Mantenere il passo..della vita, che corre con falcate da giaguaro, mentre noi poveri bipedi ci affanniamo a rincorrerla.
è dura.
e scendiamo a compromessi per distaccarla di quel mezzo metro.
e perciò...
ho capito - almeno credo [mi ci è voluto un pochino].
che la vita è vero che corre ma nessuno ci obbliga a tenerle il passo.
Quella corsa disperata per raggiungerla mi era utile poiché sono costantemente spaventata dal presente e dal passato.
Spero
in un futuro diverso ma altrettanto veloce...
Cerco di combattere
- con una neonata consapevolezza -
i fantasmi che mi porto dietro da tanto tempo.
e il futuro lo vivo ogni giorno nel mio presente [che temo].
l'importante è rendersene conto.. mi dico.
che è la vita che corre dietro te e non tu dietro lei.
tutto questo a causa della bilancite acuta - come dice un mio amico:
quando mi prende (ossia quando faccio un bilancio della mia vita almeno ogni 45 minuti per un paio di settimane) cerco di vedere gli ultimi periodi passati come i pilastri di una casa...
e comincio a buttare giù ogni pilastro per ogni persona o situazione che non ha aggiunto niente a quello che già ero e che già avevo
e lascio o aggiungo tanti pilastri quante sono le persone che invece hanno fatto il contrario...
il risultato è che la casa rimane su...
rimane su perché ho la fortuna di possedere quei pilastri fermi che,
anche se sono pochi,
sono collocati al punto giusto.
e la maggior parte delle volte bastano da soli a mantenere su il tutto.
Tu sei uno dei miei pilastri principali...
anche se non sei tangibile.
anche se non ti conosco. mai ti ho conosciuto e forse, se anche gli altri pilastri dovessero cedere.. mai ti conoscerò.
nonostante tutto sei al piano terra.
e tutto quello che costruisco lo costruisco perché
perché non lo so. in fondo non sei materialmente presente. ma idealizzato.
però mi ispiri, proietti in me un' immagine
flebile. fumosa.
che lascia uscire con un rantolo la beata speranza dai miei polmoni
espirandola su quella foschia. per schiarirla.
e così
con il primo piano
il secondo piano
il terzo piano....
la casa va avanti
e tu con lei e la vita con te.
l'importante è rendersene conto..
rendersi conto che è la vita che corre dietro te e non tu dietro lei.
o no?
interessi che ho pagato:
ascoltando Debussy,
bilancite acuta,
deliri,
fatamorgana,
in caduta libera,
infanzia,
mondi paralleli,
nebbia,
pensieri sul pavimento.,
riflessioni
lunedì 5 gennaio 2009
lost in the fog

mi sono arresa alla tristezza. e
forse mi piace anche tormentarmi.
tormento.
ora sento il mio cuore battere.
e il mio animo fremere. per
qualcosa che non so.
una dannazione eterna. la mia
[dannazione eterna].
il tormento. la paura.
di quello chesono.
la cerco e la scelgo. tra tanti tipi di paura.
[Prigioniera] dentro una bolla di sapone.
terrorizzata e fremente all'idea che possa
scoppiare.
scoppia. bolla. scoppia
scoppia..
in caduta libera. c'è una me stessa laggiù che mi attende a braccia aperte
per arrestare il mio VOLO con una presa soffice e forte.
c'è una me stessa forte e consapevole laggiù.
scoppia. bolla. SCOPPIA DANNAZIONE.
voglio cadere.
voglio cedere.
CEDERE. e arrendermi.
la resa delle mie membra. l'abbandono.
è l'OBLIO.
scacciare ogni legame.
che voglio essere quel che sono in realtà
basta giocare a nascondino con me stessa.
o consolarmi, accontentandomi. consolarmi,
ripetendomi che nessuno lo è.
la cerco la solitudine. in questa nebbia.
sono sola. voglio esserlo. DAVVERO.
e tenerla con me senza sofferenza.
senza timore.
forse mi piace anche tormentarmi.
tormento.
ora sento il mio cuore battere.
e il mio animo fremere. per
qualcosa che non so.
[I'm taking it slow
Feeding my flame
I won't soothe your pain
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]
e questa nebbia.
bellissima. struggente. umida.
e romantica. romantica.romantica.
e questo fango
che si impasta con le suole delle mie
scarpe. e mi inchioda. qui.
nella nebbia e nel fango.
delizia e orrore.
bellissima. struggente. umida.

e romantica. romantica.
e questo fango
che si impasta con le suole delle mie
scarpe. e mi inchioda. qui.
nella nebbia e nel fango.
delizia e orrore.
una dannazione eterna. la mia
[dannazione eterna].
il tormento. la paura.
di quello che
la cerco e la scelgo. tra tanti tipi di paura.
[Prigioniera] dentro una bolla di sapone.
terrorizzata e fremente all'idea che possa
scoppiare.
scoppia. bolla. scoppia
scoppia..
in caduta libera. c'è una me stessa laggiù che mi attende a braccia aperte
per arrestare il mio VOLO con una presa soffice e forte.
c'è una me stessa forte e consapevole laggiù.
scoppia. bolla. SCOPPIA DANNAZIONE.
voglio cadere.
voglio cedere.
CEDERE. e arrendermi.
[c'è qualcuno laggiù, una me stessa CONSAPEVOLE e FORTE, pronta a prendermi. pronta a tenermi.]
non voglio SOPRAVVIVERE. preferisco arrendermi.la resa delle mie membra. l'abbandono.
è l'OBLIO.
scacciare ogni legame.
che voglio essere quel che sono in realtà
[sola..]
non voglio più far finta di non esserlo.basta giocare a nascondino con me stessa.
o consolarmi, accontentandomi. consolarmi,
ripetendomi che nessuno lo è.
[solo..]
voglio l'abbandono vero.la cerco la solitudine. in questa nebbia.
struggente.]
non mi serve nessuno. questa è la verità.[I'll seek you out,
Flay you alive
One more word and you won't survive
I won't soothe your painnon voglio nessuno. di chi ho già ora.
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]
sono sola. voglio esserlo. DAVVERO.
per non sentirmi più
[sola].
la consapevolezza aiuta.
la maschera muta.
la maschera fa sopravvivere.
IO VOGLIO VIVERE come voglio vivere..
voglio poter sorridere alla solitudine. salutarla.[sola].
la consapevolezza aiuta.
la maschera muta.
la maschera fa sopravvivere.
IO VOGLIO VIVERE come voglio vivere..
e tenerla con me senza sofferenza.
senza timore.
[And just in timel'ho scelta io la tristezza, vero?
In the right place
Steadily emerging with grace]
interessi che ho pagato:
autunno,
cooosa|essereee|tuuuu?,
in caduta libera,
infanzia,
malinconia,
mondi paralleli,
nebbia,
pensieri sul pavimento.,
riflessioni,
romanticismo estremo,
scelte,
voglio
sabato 20 dicembre 2008
in stivali e accappatoio
me ne sto qua in cucina.un pò di latte e caffè nel bicchiere, rimasugli della colazione.
l'asciugamano in testa che tampona i capelli bagnati e l'accappatoio.
si gela [e grazie, direte voi].
PIGRIZIA.
o forse mi piace starmene così; a sentire l'aria ferma di questo appartamento poggiarsi sulla mia pelle e raffreddarla.
Oggi me ne torno a casa. [che tedio.]
Me ne sto qua in cucina con la caldaia che parte ogni 2 minuti.
ma sento ancora freddo.
e mi chiedo: quanto sono diversa? e uguale al resto di "voi". e quanto faccio spavento a chi pian piano mi conosce.
"questa è una svitata..."
forse. vi lascio rosolare a puntino nel dubbio, per poi non svelarvi la realtà. che tanto svitata non so nemmeno io se lo sono.
forse, se c'è chi si pone questa domanda, allora quel CHI penserà di me che lo sono.
evidente presa di coscienza.
CHI invece non se lo chiede allora non è tanto diverso da me.
che ci sono finestre e sedie con cuscini di diversa ampiezza e comodità, nella parte del mio mondo dedicata al sociale a numero chiuso.
E mi sento una via di mezzo tra Alice [dopo 15 anni] e l'Uomo di Latta. I colori già li ho trovati e mi ci perdo dentro. Ma le mie lacrime sono capaci di arrugginirmi.
dannato cuore foderato di seta.
CHI SONO? mi ripeto dopo l'incontro con il Brucaliffo. e non lo so mai.
Deliri a mente bagnata.
interessi che ho pagato:
a mente bagnata,
cooosa|essereee|tuuuu?,
Creatività spicciola,
deliri,
io/me/mestessa/medesima/sottoscritta,
mondi paralleli,
paranoica follia
mercoledì 10 dicembre 2008
Reductio ad absurdum...
L'altra sera parlavo su emmessenne con un certo strano ed affascinante GeNiO dai riccioli d'oRo. Una persona che è stata catapultata nella mia vita da un altro caro strano ed affascinante POETAePITTORE, che devo ringraziare, finché morte non mi separi dalla vita, per questo inaspettato ma da sempre atteso incontro/scontro.
Un essere dai riccioli d'oRo e dagli occhi BlUbLuBlU, che dice delle stramberie, le più logiche e concrete di MAI, di cui ho sentito parlare soltanto dalla "Me.StEsSa.DeL.mOtO.cIrCoLaRe.UnIfOrMe."
(E se non vi raccapezzate cliccate QUI.)
E mi è venuto da pensare che questo GeNiO oRoEbLu fosse di un altro pianeta, forse di una stella con un nome siglato da qualche scienziato.
E che magari a due o tre isolati di buio da quel sole, lontano miliardi di anni luce da qui, ci fosse anche la mia di stella..
o BucoNero_ViOlA,nOtTe.quasi.verso.l'AlBa_ con la mia nuvolettaVeRdE..
E si parlava della possibilità di incontrarsi e di conoscersi.
Perché (almeno a me) non basta più essere "l'amica dell'amico" e conoscere "l'amico del mio amico".
NON VOGLIO TRAMITI.
Voglio vivere questa persona direttamente.
Sulla mia pelle, con le mie orecchie, gli occhi, le mani e con tutti gli altri 6-7 sensi che madre natura o chi per lei mi ha messo a disposizione in questo corpo, in questo corazon, in quest'anima inquieta e vibrante.
Perché ne parlo non so.
ma mi stimola.
mi incuriosisce.
mi sorprende.
mi illude.
Fa girare quelle 4 rotellette del mio ingranaggio cerebrale ossidato dalla pigrizia.
Bene. Dopo questo elogio gratuito.
vado avanti.
Dicevo.. si parlava, l'altra sera, di tutto un po'.
Quand'ecco che il ricciolo mi fa una delle sue solite uscite spiazzanti.
Cheppoi io sembro tanto estroversa e buffona ma dietro dietro, ben nascosta, c'è una timidezza da far impallidire un bocciolo di rosa.
E con la semplice richiesta di vederci, sottoforma di appuntamento a brevissima scadenza, mi mette in crisi.
Mai sentita così per un incontro.
MAI.
Terrorizzata ed euforica allo stesso tempo.
Non la classica paura del
OHMMIODDDIOOO.NON.HO.NULLA.DA.METTERE.DEVO.FARMI.LE.MECHES!
o del SE.SOLO.AVESSI.FATTO.UNA.MEZZ'ORA.IN.PIU'.DI.STEP.
E.LE.1O'000.SERIE.DI.ADDOMINALI.E.GLUTEI!
E' una paura diversa. Legata a un concetto strettamente intimo.
Di me. Nuda.
Senza difese.
Il terrore e l'eccitazione di giocare senza regole, senza appigli a cui aggrapparsi quando la situazione si fa sfavorevole.
Perché è di questo che si tratta. Della sua capacità di mettermi a nudo. Cosa che io non permetto a nessuno.
NESSUNO.
E, ecco ecco, ora ci arrivo al momento di riflessione.
Ho scoperto che.
che questa conoscenza a carte scoperte.
ANZI ANZI NO.
che questa sua capacità di leggere le mie carte, per quanto coperte possa io tenerle, guarda un po', mi rende fragile.
FRAGILISSIMA.
Ultrasottile.
Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.
Perché il ricciolo sa colpirmi. Sa quali sono le crepe del mio cuore a cui fissarsi e in cui penetrare.
E so che se lo vedrò, se lo conoscerò.
sarà straziante privarmene.
nel momento dell'abbandono.
E qui nasce la riflessione sui RICORDI (sento già i vostri "FINALMENTE! SPERIAMO ALMENO CHE TUTTO 'STO SPROLOQUIO SIA VALSO A QUALCOSA". A dire il vero non lo so.. Ricordate la mia semplicità banale? Ecco.)
Vivo di ricordi. Belli o brutti che siano. Sono costretta.
La mia vita è tutta un ricordo. ed un pensare a come sarebbe, se non mi fosse girata così.
CREDERE.
Ed è per questo che i ricordi sono la cosa che mi fa più paura.
ancor prima delle assistenti sociali.
In genere si sospira con i ricordi.
Ahhhh....... puff!
Io credo invece che abbiano un'essenza infima e una volontà ipocrita.
I ricordi ti fanno credere di essere belli.
Tutto accade in un attimo: l'odore dei broccoli in cucina, le dita che fanno il nodo ai lacci della scarpa, la parola TEDIOSO, un paio di note giuste SOL DO MI DO..
ed ecco che una di queste piccole, insignificanti cose istantaneamente funziona come un link, che conduce la tua attenzione sensoriale e tutte le tue sinapsi cerebrali in uno spazietto minuscolo della tua memoria.
E' UN TRIP.
E' UN FLASH.
e ti ritrovi quasi a rivivere la stessa gioia, le stesse emozioni..
Anche i ricordi tristi, quelli brutti.. hanno la capacità di apparire meno di quel che erano quando erano la realtà di quei momenti.
Ti sembrano leggeri.. Sollevano lo spirito.
I ricordi sono ipocriti.
Perché ti fanno sentire bene. Se ci pensi giusto quegli attimi che durano.
Ma se ti ci soffermi un pochino di più, si portano dietro la malinconia.
come i fantasmi trascinano le loro catene.
E la malinconia è tristezza.
E' romantica, ma è triste. E' sola.
E alla fine zitti zitti i ricordi se ne vanno, le loro immagini ti abbandonano, scivolano silenziosamente nell'oblio e ti lasciano un aroma.
di SOLITUDINE e SENTIMENTO.
Ora.
Non oserei mai dire che è meglio non viverle quelle situazioni che poi sai già che saranno trasformate in un ricordo con meriti e contromeriti.
ANZI.
IO VOGLIO VIVERLE.
perché è importante farlo.
Vivere intendo.
Ma permettete che io sia al contempo TERRIBILMENTE EUFORICA e TERRORIZZATA?
euforica per un pezzo di realtà di cui conosco il valore.
terrorizzata per il bagaglio sentimentale di cui si farà carico la memoria.
Occhei.
ora sono pronta.
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sabato 2 agosto 2008
I MabEpPi Awards 2007/2008
Chiudiamo la stagione insignendo i nostri amici e conoscenti degli AMBITISSIMI
MabEpPi Awards
che ogni anno premiano coloro i quali si distinguono per la propria INEFFICACIA in ogni situazione.
MabEpPi Awards
che ogni anno premiano coloro i quali si distinguono per la propria INEFFICACIA in ogni situazione.
Dovete sapere che praticamente un giorno sì e l'altro pure, io e la mia CoinquiLove siamo solite imbatterci in personaggi alquanto insoliti (ma in fondo, a chi non capita...)..
in sostanza, TUTTI NOI LI BECCHIAMO.
Come direbbe la mia dolce metà:
A NOI NON SERVE IL LANTERNINO, C'ABBIAMO GIA' IL LANCIAFIAMME!!!
in sostanza, TUTTI NOI LI BECCHIAMO.
Come direbbe la mia dolce metà:
A NOI NON SERVE IL LANTERNINO, C'ABBIAMO GIA' IL LANCIAFIAMME!!!
Ci sembrava quindi doveroso istituire una sorta di Oscar della SFIGA.
Ed ecco le nostre categorie.
Categoria ModaMare Lampedusa
Nominations: Francesca la ZOZZA, Picci, il NANO.
AND THE WINNER IIIISSSS: Francesca la ZOZZA!
per aver rivalutato il costume a vita alta in tempi ostili (alt! vita alta non sembra così strano.. diciamo vita alta alla pornostar obesa anni '80).
Categoria: me la credo e la faccio credere
Nominations: il NANO, Ratman, Rancido.
AND THE WINNER IIIISSSS: il NANO!
per aver inventato l'ILLUSIONE OTTICA VERBALE spacciandosi per bello, alto e figo (e facendo pure venire i dubbi agli altri che magari è davvero alto, bello e figo.. sconvolgendo ogni nostra certezza in fatto di uomini..) e negando una tristissima evidenza (e qualche neo di troppo..).
Categoria: L'erba del vicino è sempre più verde
Nominations: la Sig.ra Carletti, la Rumena, Fioravante.
AND THE WINNER IIIISSSS: Fioravante!
per aver creduto che fosse più verde anche quella a 400 km di distanza innaffiata di Amaretto di Saronno (la leggenda narra che questo personaggio partenopeo si presentò nel giardino della casa infestata con una bottiglia di Amaretto per riconquistare la sua amata. Lasciamo a voi scoprire chi delle due CoinquiLove era la fortunata coprotagonista in questa tragicommedia neomelodica).
Categoria: occhio non vede, specie se è lontano
Nominations: il Benzinaio G., il baby-Rumeno, TrenItalino.
AND TH WINNER IIIISSSS: il BENZINAIO G.!
perché zeppola, denti storti e occhi cavallini dal secondo piano non si notano (Il mio caro benzinaio... che da lontano è bellissimo, un Adone. Poi, una tiepida mattina di primavera, con i primi soli caldi scendi a fare l'aperitivo nel bar sotto casa e... ti trovi a "RISCOPRIRLO"...).
Categoria: Fantasylandia
Nominations: Bailarino newyorkino, Ratman, XXX.
AND THE WINNER IIIISSSS: BAILARINO NEWYORKINO!
perché lui non mente... IMMAGINA (e qui... non so come commentare oltre perché la storia è troppo lunga. Dico semplicemente che è uno che se la canta e se la suona da solo..)!
Categoria: il mio sogno è diventare veterinario, e ce la farò prima o poi
Nominations: Pantene protagonist, Cloe, Pantene Protagonist & Cloe.
AND THE WINNER IIIISSSS: Pantene Protagonist & Cloe!
perché c'erano solo loro due e perchè finché il test universitario è gratis io ci riprovo e non mi sforzo di pensare o di fare qualcosa che mi si addica di più per capacità intellettuali.. NO!
Cercheremo di aggiornare al più presto questa lista che è moooolto lunga. Questi Awards sono ambitissimi. Se avete qualche personalissima categoria da aggiungere fate pure...
A PRESTO!
A PRESTO!
interessi che ho pagato:
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martedì 8 luglio 2008
AS... AS... FIDANKEN!!!
Ora non voglio fare la solita polemica trita e ritrita...
ma ieri sera eravamo io e la CoinquiLove in cucina a guardare la tivvù, come solitamente facciamo dopo cena... e ci si è parato davanti uno spettacolo osceno da invidia al Rocky Horror Pucture Show (con tutto il rispetto dovuto al suddetto Musical)..
Siamo cultrici dei programmi made in MdF o MC, lo ammettiamo; ci piace guardare e criticare tutto il panorama televisivo ma prediligiamo quella tipologia di tivvù spazzatura perché forse nel nostro piccolo ci fa sentire migliori..
ma VELINE è troppo.
Provate a guardarlo.
Osservate le sei candidate.
Osservate la show-girl "aiutante" di Greggio.
Osservate Greggio...
Pensateli come tre insiemi matematici [insieme C (candidate); insieme A (aiutante/show-girl); insieme G (Greggio/presentatore).] nell'insieme universo SHOW-BUSINESS.
Già come insiemi isolati sono imbarazzanti...
Provate ora ad intersecarli.
[C+A] = PS, POVERE STRONZE.
[C+G] = CdP, CIRCO DELLE PULCI.
[G+A] = N, NEURO.
Ora intersecate le intersezioni.
PS + CdP + N = SISTEMA ASSIOMATICO COMPLETO della STUPIDITA' UMANA e della MANCANZA TOTALE di DIGNITA' e AMOR PROPRIO.
Io sono rimasta senza parole il che è tutto dire. Guardavo queste ragazze, accompagnate da relativi morosi e/o parenti, e pian piano il volto si dilatava un'espressione di sbigottimento misto vergogna. Nulla lasciava spazio alle critiche o alle prese in giro.. solo un profondo senso di vergogna per quelle POVERE STRONZE che stavano sopra quel palco ad esibirsi nei siparietti più idioti e non-sense che venivano loro proposti (oltre a quelli che si erano "portati da casa"...)..
Robe tipo: conta fino a 10, come fai il cane? e il gatto?, fai un salto/fanne un altro/fai la giravolta/falla un'altra volta, palleggia e canta, stai su un piede e toccati il naso...
Per non parlare del modo osceno in cui ballavano! Alcune completamente scoordinate; quelle che sapevano ballare improvvisavano una sorta di lap-dance/discotecara tamarrissima con tanto di culi in vista e ditino in bocca..
Una s'è portata pure il cane... povera bestia... complice inconsapevole di questa triste scena..
E tra una concorrente e l'altra inquadravano i parenti orgogliosi..
TU, MAMMA, MA SOPRATTUTTO TU PADRE o FIDANZATO MANDI TUA FIGLIA/RAGAZZA AD ESIBIRSI in un TEATRINO DEL RIDICOLO, PER FARSI DERIDERE DA TUTTA ITALIA?
Allibita...
Con un Greggio ambiguo, che prendeva schifosamente per i fondelli le candidate, le quali ridevano come oche starnazzanti nell'aia, una povera valletta scema (monumento all'anoressia) che zompettava su e giù dal palco...
Ed io che pensavo che il fenomeno veline fosse terminato o almeno andasse sempre meno di moda...
ME ILLUSA..
SCUSATE IL MODO IN CUI HO SCRITTO QUESTO POST...
MA NON RIESCO DAVVERO A SCRIVERE DI MEGLIO.. o DI PEGGIO.
ma ieri sera eravamo io e la CoinquiLove in cucina a guardare la tivvù, come solitamente facciamo dopo cena... e ci si è parato davanti uno spettacolo osceno da invidia al Rocky Horror Pucture Show (con tutto il rispetto dovuto al suddetto Musical)..
Siamo cultrici dei programmi made in MdF o MC, lo ammettiamo; ci piace guardare e criticare tutto il panorama televisivo ma prediligiamo quella tipologia di tivvù spazzatura perché forse nel nostro piccolo ci fa sentire migliori..
ma VELINE è troppo.
Provate a guardarlo.
Osservate le sei candidate.
Osservate la show-girl "aiutante" di Greggio.
Osservate Greggio...
Pensateli come tre insiemi matematici [insieme C (candidate); insieme A (aiutante/show-girl); insieme G (Greggio/presentatore).] nell'insieme universo SHOW-BUSINESS.
Già come insiemi isolati sono imbarazzanti...
Provate ora ad intersecarli.
[C+A] = PS, POVERE STRONZE.
[C+G] = CdP, CIRCO DELLE PULCI.
[G+A] = N, NEURO.
Ora intersecate le intersezioni.
PS + CdP + N = SISTEMA ASSIOMATICO COMPLETO della STUPIDITA' UMANA e della MANCANZA TOTALE di DIGNITA' e AMOR PROPRIO.
Io sono rimasta senza parole il che è tutto dire. Guardavo queste ragazze, accompagnate da relativi morosi e/o parenti, e pian piano il volto si dilatava un'espressione di sbigottimento misto vergogna. Nulla lasciava spazio alle critiche o alle prese in giro.. solo un profondo senso di vergogna per quelle POVERE STRONZE che stavano sopra quel palco ad esibirsi nei siparietti più idioti e non-sense che venivano loro proposti (oltre a quelli che si erano "portati da casa"...)..
Robe tipo: conta fino a 10, come fai il cane? e il gatto?, fai un salto/fanne un altro/fai la giravolta/falla un'altra volta, palleggia e canta, stai su un piede e toccati il naso...
Per non parlare del modo osceno in cui ballavano! Alcune completamente scoordinate; quelle che sapevano ballare improvvisavano una sorta di lap-dance/discotecara tamarrissima con tanto di culi in vista e ditino in bocca..
Una s'è portata pure il cane... povera bestia... complice inconsapevole di questa triste scena..
E tra una concorrente e l'altra inquadravano i parenti orgogliosi..
TU, MAMMA, MA SOPRATTUTTO TU PADRE o FIDANZATO MANDI TUA FIGLIA/RAGAZZA AD ESIBIRSI in un TEATRINO DEL RIDICOLO, PER FARSI DERIDERE DA TUTTA ITALIA?
Allibita...
Con un Greggio ambiguo, che prendeva schifosamente per i fondelli le candidate, le quali ridevano come oche starnazzanti nell'aia, una povera valletta scema (monumento all'anoressia) che zompettava su e giù dal palco...
Ed io che pensavo che il fenomeno veline fosse terminato o almeno andasse sempre meno di moda...
ME ILLUSA..
SCUSATE IL MODO IN CUI HO SCRITTO QUESTO POST...
MA NON RIESCO DAVVERO A SCRIVERE DI MEGLIO.. o DI PEGGIO.
interessi che ho pagato:
deliri,
ignoranza,
mondi paralleli,
paranoica follia,
riflessioni,
sbigottimento,
socio-psicologia
martedì 24 giugno 2008
Charles Bukowski
Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.
Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.
Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
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