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venerdì 17 luglio 2009

nuotando nell'aria









Pelle: è la tua proprio quella che mi manca in certi momenti, e in questo momento è la tua pelle ciò che sento..
nuotando nell'aria...
odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente.
Il cuore domanda: cos'è che manca?
perché si sente male, molto male, amando, amando.. amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te, un grammo di gioia del tuo sorriso.
e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti... se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro, l'aria è più nebbia che altro.
E' certo un brivido averti qui con me in volo libero sugli anni andati ormai.
E non è facile, dovresti credermi, sentirti qui con me, perché tu non ci sei.
Mi piacerebbe, sai, sentirti piangere, anche una lacrima per pochi attimi; mi piacerebbe, sai, sentirti piangere anche una lacrima per pochi attimi.....

lunedì 15 giugno 2009

L'amor che move il Sole e l'altre stelle......


... che move MERCURIO e l'altri pianeti....


Mercurio piccolo pianeta...
di cui il Sole si accorge perché è il primo di quella corta fila che si perde nel buio dell'universo.... è il primo e ce l'ha sotto il naso.

Mercurio, il primo pianeta.
E come tale il più illuminato.
Il Sole è il suo astro, di Mercurio; che essendo il primo della fila lo rivendica come suo e basta.

Il Sole è una stella e, in quanto tale, splende di luce propria. Ma non se ne rende conto.

Mercurio splende di luce riflessa.. la luce del Sole.
Ed è per questo che lo si può vedere soltanto poco prima dell'alba e poco dopo il tramonto della sua stella.
MA di giorno tutti scompaiono... Mercurio per primo.
MA di notte Mercurio è così piccolo che la luce riflessa che rimbalza sulla sua superficie ridotta non ce la fa a competere con gli altri pianeti... Marte lo si può vedere: bello, rosso in cielo... e anche Giove...

Mercurio
è piccolo. E non è abbastanza, nemmeno per rendere giustizia al suo Sole.. neanche per convincerlo che la luce che riflette proviene tutta della sua unica stella.. e che se non è molta, non è colpa del Sole che illumina poco.. è colpa sua, di Mercurio, che non sa rendergli giustizia, che non lo difende abbastanza, e che si sente piccolo; che non è in grado perché è piccolo.
E che però ce la mette tutta per stare al fianco del suo Sole.

Mercurio non possiede neanche un satellite. E' così minuscolo che non ha abbastanza forza per attrarre a sé una qualsiasi massa e mantenerla in un'orbita..

Mercurio ruota su se stesso lentamente... impiega all'incirca lo stesso periodo per compiere una rivoluzione attorno al Sole ed una rotazione intera sul suo asse.
MA lo fa per scaldarsi il più possibile..
MA lo fa per raccogliere e accumulare quanta più luce...

[la luce serve a Mercurio..
che la scompone
nei colori dell'arcobaleno.]


.... su ogni centimentro della propria superficie.

Mercurio sa soltanto girare attorno al suo Sole.
Lo sa di essere snervante e petulante... sempre intorno a ronzare.
Ma questo solo sa fare... girare intorno al sole.
Senza preoccuparsi di rovinarsi la superficie, di scottarsi la roccia.
Mercurio è tenace.
Mercurio sa solo girare intorno al suo Sole.
E' la sua natura.
E continua a farlo.


L'amor che move Mercurio e l'altri pianeti...
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
"Mercurio mi sta sul raggio quando finge di non capire quanto sia importante per me, che tento invano d'inseguirlo per poterlo scaldare interamente, ma impotente non ce la faccio.."


Sole ogni tanto ce la fa ad abbracciare Mercurio e a scaldarlo.
E per Mercurio è il lungo-giorno
più caldo e luminoso e colorato
di tutto il suo breve-anno..

mercoledì 20 maggio 2009

raffica.


staserahodecisochescrivoabotto,comemivengono,imieipensieri.chesonoallarinfusa
[shangaiconimieinonconcetti]perchénonsonocapacedidarlorounordinenédiesprimerli
conchiarezza.anchesesoquellochec'èingiroperlemievene.dichecoloreèilmiosanguee
qualeconsistenzapossiede.orachelosentoscorrererapidoovunqueedarrivarealcuore.
piomboimpulsocardiacoeviadinuovoincircolo.neipolpastrellichecercano,nelleorecchie
chesentonoisilenzidentro,nellegambe,losentoinognimiosguardovuotoall'apparenza,
sguardochelasciosulmondochemicirconda,abbandonatoapupillalargasulnulla.
[nulla][è][quello][che][mi][rimane][intorno][se][manca][il][tutto].
{[(sì)sì]TUA}.
Perchéquellocheguardoèniente.lasciosbiadirelarealtàintornoemiritrovoapensare.
emiritrovoamancarmi.comedirequellochemimanca?comeesprimerelasostanzaela
consistenza?lospessoreeilsapore?ilgustodiavercelequellecosechemancano.manchi.
eufffèdiventatalaparolapiùusata.elefotoleimmaginipiùviste.etuttoècosì.sospeso.
presentemasospesoamezz'aria.equandol'ariamancaperquellochec'èsospeso?sospiro,
respiro,emanca,l'aria.enonpossoparlare,nonmisentodidire.chepoisenontibastofinisce
che..finisce.echicisalva..?ioate,tuame?e...obliodeiconcetti,deipensieri,limbodelleemozioni.
sospeseleparole.pernonrenderleleggeretroppo,evane.
"comeillampochesiègiàspentoprimachequalcunol'abbiavisto".maledettoShakespeare.
loamo.
comesipuòfare?comesirisolve?lamiavita?
"semiconfessiunasciaradatiassolvoconunindovinello!".
sciaradalamiavita.indovinelloperme.quandoallora?succederàchepotròvivere?quanto
c'èancoradaaspettare?
"ohtediosoèilgiorno,comelanotteprimadiunafestaperl’impazientefanciullochehaunvestito
nuovoenonlopuòmettere..".
"Iohocompratoladimoradell’amore,masenzaoccuparla;hoilcontrattosenzailgodimento.".

SICORREVERSOL'AMORECOMEGLISCOLARISCAPPANODAILIBRI.
MAANDARVIADALL'AMORE..èCOMETORNAREASCUOLA...

domenica 22 marzo 2009

MAGIE DI SOGNI AD OCCHI APERTI [E La Magnolia Del Vicino Che Fiorisce Sotto La Neve Di Primavera].



Stanotte ho sognato.
ho sognato di stare a _C A S A M I A_ dove sono nata.
di trascorrere un po' di tempo con i miei amici e la mia famiglia.
come ho fatto nello scorso viaggio.
come farò nel prossimo.
(forse per questo l'ho sognato...)

Ho sognato che era notte.
ho sognato la chiave nella serratura ed io
che distrattamente la giravo per rientrare,
mentre, ridente e appassionata, abbracciavo e baciavo
il "mio piccolo sole personale",
inciampando insieme nel gradino della soglia.


E mentre sognavo.
Farfalle nello stomaco, la sua voce nella testa e il sapore del suo bacio sulla lingua.
Finalmente ero sporca di felicità.

Nel buio dell'ingresso riacquistavamo equilibrio.
Aggrappandoci.
l'uno all'altra.
Tenendoci.
E così,
da precari a finalmente stabili,
restavamo in silenzio nel buio.
Per tornare a ridere di nuovo, qualche istante dopo.

____________________________

Nel sogno, della mia casa percepivo tutta la solitudine di ventidue anni di abbandono: l'odore di chiuso, il silenzio per me opprimente dopo il rimbombo delle nostre voci, il buio dell'intonaco, ormai oscurato dalle ombre del disuso.

E mentre ci spostavamo,
attaccati come dovevamo stare,

dall'ingresso al salotto,
ecco che si accende la luce.

Tutto ha ripreso vita:
era come tirare via i veli di cellophane dai mobili della casa al mare e con loro scacciare in un gesto scaramantico l'immobilità dell'incuria.


E sotto il fascio luminoso che proiettava il lampadario: MIO PADRE.
Papà. Con un'espressione di rimprovero sul volto.
Rimprovero per l'ora tarda. Rimprovero per "lo sconosciuto" che avevo introdotto nella nostra casa. Rimprovero per la mia mancanza di rispetto verso il tetto familiare e le regole che dovevano essere seguite sotto quel tetto, finché lui esisteva...
Al posto di rimpicciolirmi e diventare minuscola,
il petto mi si tendeva in un respiro,
il più profondo che avessi mai preso.

Ma la felicità di vederlo lì, in carne ed ossa, ammetteva ogni biasimo e mi faceva accogliere con suprema gioia qualsiasi punizione mi sarebbe toccata scontare.
Le sue labbra con quel sorriso al contrario erano come me le ricordavo e le riconoscevo nella mia espressione, vista allo specchio. I suoi occhi verde-ambra schiusi al massimo per trasmettermi tutto il suo disappunto, invece, mi coccolavano in un abbraccio che da sempre sentivo mancarmi.
la sua barba di giornata. e i capelli arruffati di chi era stato a letto.
Bellissimo.
___________________________

Era un sogno ad occhi aperti.
Non stavo dormendo. Non era una creazione di quel tipo.
Era un volo d'immaginazione, di una frazione di minuto, durante il quale sui miei occhi è sceso un velo che mi ha lasciato fissare la realtà, immobile, trasportandomi in un'altra dimensione.

Inconscio più di un sogno. Subconscio forse.
E quando mi sono ripresa, come al solito, come una bambina capricciosa, ho alzato la testa dal cuscino e sono scoppiata in lacrime.
Non un pianto silente.
stavolta un pianto sonoro e singhiozzante.
Piangere Piangere Piangere.
è difficile mostrarsi così.

".. gemendo e piangendo in questa valle di lacrime..."
Che odio. Che tedio.
Eppure continuavo; e continuavo senza sosta, senza respiro.
Quasi con volontà di farlo. Quasi convinta che, se insistevo nel mio frignare, il nastro della mia esistenza si sarebbe riavvolto velocemente in un rewind di fotogrammi rapidi, e sarebbe ripartito ed altrettanto velocemente andato avanti fino al punto che avevo sognato poco prima, cancellando quella che era solo una bozza arrangiata della mia vita e riscrivendoci sopra la bella copia, la versione definitiva, con le dovute correzioni alla sceneggiatura ed il montaggio giusto...


... come se singhiozzare e mostrarmi disperata fosse la cosa da fare per ottenere la serenità racchiusa in quel sogno.
Quella che merito.
Quello di cui necessito.
Il mio bisogno di averlo, quell'uomo dal fisico atletico e imponente.
Di avere le sue braccia immense intorno alle mie spalle.

Di avere la sua mano che mi copre gli occhi per impedirmi di vedere ciò che mi fa male.
Il bisogno di avere un punto di riferimento.
Qualcuno che sappia dirmi per una volta NO.
Che mi dia delle regole.
Che mi impedisca di sbagliare.
O che mi faccia sbagliare ma che poi mi sostenga.
Che mi incoraggi.
Che mi consoli.

Che abbia ricordi di me, delle mie cose buffe;
dei miei ciucci e delle mie culle. dei miei primi passi.
di quello che eravamo, quando stavamo ancora tutti insieme.

E che abbia il mio stesso odore.
L'odore di quel sangue amaro che ho.
Quell'odore che cerco disperatamente e che non trovo più.

ormai sono unica.
ormai sono sola.
e dopo il sogno sempre più
S b I a D i T a.

venerdì 20 marzo 2009

di SOPRAVVIVENZA, ABBAGLI e STRUMENTI MUSICALI

E' sensazionale scoprire quanto appariamo esseri sociali.
Ed è spaventoso rendersi conto che in fondo siamo animali.


Perché se si partisse dal concetto bello e chiaro
che siamo animali,
[SOLITARI per giunta]
che abbiamo istinti
e che questi, nella maggiorparte dei casi, prevalgono sui meccanismi sociali,
allora uno si mette l'animo in pace e tace la questione.
allora uno riesce a darsi una spiegazione,
conscio che gli altri agiscono secondo una scala precisa di valori, di bisogni da soddisfare.
e invece no.
Abbiamo questa cosa che ci batte insieme al cuore. e che noi chiamiamo anima.
Abbiamo un'anima MA siamo animali.
Abbiamo la capacità di sviluppare una personalità: un mix elaborato di predisposizioni genetiche, qualità e quantità delle pulsioni ed educazione comportamentale trasmessa/subìta.
e siamo tutti diversi.
[b e l l a s t o r i a.
la biodiversità e la psicodiversità.]
Tutti diversi e consapevoli comunque di essere animali SOLITARI.
di avere un certo grado di egoismo, succo concentrato dell'istinto di sopravvivenza.

Eppure.
ci costringiamo a vivere in comunità, in più gruppi diversi e contemporaneamente.
perché soli non vogliamo starci.
e diventiamo egoisti perché l'egoismo per esistere ha bisogno degli altri.

il gene dell'ipocrisia è in ognuno di noi.


nel mio caso specifico possiedo anche quello della codardìa.
espressione genotipica. non fenotipica.
e fondamentalmente mi costringo a vivere in gruppi.
ma per una cosa che va ben oltre il sentirmi realizzata,
o migliore di altri,
avere il potere,
o essere la più bella,
la più intelligente
o avere la supremazia.
mi costringo a vivere in gruppi diversi perché sono alla disperata ricerca di un gemello.
perché in realtà sento di essere stata strappata dall'utero che mi ha concepita e gettata sulla terra umida prima ancora che mi si formasse la pelle.
Ed ho una memoria sensoriale
che mi dice che quell'utero io lo condividevo con altre anime.
Quante fossero non so. non sapevo ancora contare.
ma credo abbiano subito la mia stessa sorte, a meno che io non fossi un cancro da eliminare per salvare il resto.

Forse questo è l'istinto di sopravvivenza per come lo concepisco io.

e che non è l'istinto di evitare la morte.
non ho paura della morte. non ho paura nemmeno di come morirò.
non è quel tipo di dolore che mi terrorizza. il dolore fisico..
siamo animali, esseri viventi. il dolore è l'unica sensazione che ci fa capire di essere vivi, quella cosa che mette alla prova tutti i nostri sensi, attiva le sinapsi e muove le nostre cellule, costantemente impegnate a ritrovare un equilibrio nel caos.
no. non è una sopravvivenza fisica quella che mi spinge a cercare.
ché per il gene della codardìa preferirei di gran lunga essere morta tempo fa,
quando ero piccola e nuda.


ma giacché vivo e non posso farne a meno,
poichè è sempre il gene della codardìa che decide
(e in teoria io, perchè il gene è parte di me)
ché di scelte non ne ho, sia per la vita che per la non-vita
(codardìa ancora e ancora e ancora..
più sensi di colpa a gogo)

giacché (SOPRA[v])vivo senza scelta ma per inerzia
(e non c'entra nulla con l'istinto di sopravvivenza,
che si traduce in lotta per la vita.)

giacché... allora cerco.
dentro di me. e fuori.
e trovo. a volte.
(come mi ha fatto riflettere stamane la Lunga).
ABBAGLI. più che altro.
spiriti che mi inondano con tutta la loro luce e il loro calore avvolgente.
e in quella luce mi sembra di vedere meglio.
e in quel calore mi sembra di riequilibrare la mia temperatura corporea..
quella luce mi passa attraverso ed io come un prisma la frammento di nuovo nei colori dell'arcobaleno, come facevo da piccola;
prima di diventare trasparente.

e trasparente
(troppe volte ne ho parlato da dicembra a questa parte)
lo sono diventata per gli abbagli che ho preso..
il sole mi ha scottato e mi ha tolto i colori.
mi ha fatto evaporare..
in genere il meccanismo è sempre uguale.
che idiota, ormai dovrei riconoscerlo no?
[NO]
la luce mi abbaglia, il calore mi avvolge.
la luce se ne va, ma per un po' mi rimane ancora addosso il tepore.

per un attimo la mia vista si altera, non vedo più i colori,
filtro la realtà sotto la pelle d'oca che mi fa drizzare i peli per il gelo lieve che si diffonde su di me.

e poi per un attimo il buio.. e il gelo passa dalla pelle al cuore.

cecità.
battito rallentato e debole.

e poi a passi lenti, contando i secondi come fossero ore.. emergo dall'oblio della delusione.
ché non poteva esserci tutta quella luce in una volta sola, no stupida?
non era vera.
e che quel calore lo producevo io per me stessa, con i battiti accelerati, e il sangue in tumulto.

a passi lenti. quasi in completo silenzio.
e poi BUM. eccolo.
il miocardio nell'ennesimo sforzo di riprendersi.
perché per quel che è stato, per quanto splendente anche se ora annebbiato, deve esistere qualcosa.
qualcosa che se perfetto corrisponde a quella gioia.
Che sia un tramonto. un'alba. o il mezzogiorno di una luna piena...
devo CREDERE che può esistere.
altrimenti cado.
altrimenti mi viene da pensare che quello che cerco esiste solo nella finzione.
e non può essere così.

e allora. senza pretese.
per come si è.
con gradi di intensità regolabili.
ed istintivi.

io trovo. senza aver cercato.
trovo e mi faccio trovare senza volontà di farlo stavolta.
trovo, alla cieca.
trovo nel crepuscolo e non nell'abbaglio del sole di mezzogiorno.
trovo qualcuno come me, il gemello.
anche lui scaraventato a terra, nudo, via da quell'utero genitore che lo rigettava come fosse un intruso.

trovo occhi volontariamente inespressivi che celano enigmi complessi che celano a loro volta semplicità assoluta e invisibile.
tutta la complessità della fisiologia, della chimica e dell'anatomia che si traduce nella semplicità della vita.
trovo una voce bellissima. la sento, nei silenzi del pensiero.
negli occhi che GUARDANO. attenti ai particolari. alle cose invisibili.
alle cose che non si VEDONO.

trovo chi come me ha paura di amare, ma lo fa comunque e forse anche involontariamente, dando di più.
Un di più non in quantità; ma in qualità, in materia e in forme che non pensavo di conoscere ma che sono mie, anche.

trovo qualcuno che mi viene voglia, che sento la necessità di stringere forte al cuore.
e se avessi una zip cucita sulla pelle la aprirei per farcelo entrare e tenermelo stretto.
così, per avere la sensazione di tenerlo appiccicato all'anima.
come quando Peter Pan ritrova la sua ombra e Wendy gliela ricuce.
tenerlo con me. per tornare insieme a quello che si era in origine.
[omozigote]
e quella mancanza che provo ora, nonostante sento di aver trovato.
è disarmante.

così tanto che mi arrendo.
e nonostante abbia costantemente nelle orecchie quella voce bellissima,
quando riapro gli occhi e mi guardo le mani penso che ce l'avevo lì, sul palmo, sulla punta delle dita. tutte e dieci.
quando avevo il privilegio di suonare quest'anima trovata.

continua a farti suonare; dal mondo.
che sei uno strumento senza bisogno di accordatura tu.

martedì 3 febbraio 2009

NoCtUrNe_MiDdLeY

Parole dolci|parole complicate|parole semplici|parole alate|parole che un cuore possono spezzare|parole che ti fanno sanguinare[parole che sembrano mai bastare][parole che possono cambiare quello che sembrerebbe immutabile]parole uniche[parole che in un lampo a te conducono]parole fragili|parole che poi puntano e distruggono|parole stupide|parole che non sanno dove andare|parole magiche|parola mia d’onore[le piu’ struggenti parole d’amore]parole al vento|parole che si perdono nel tempo|parole date e gia’ dimenticate...........................................................................
at first I've lost my direction
and I was glad to be alive
but then I had to meet myself
and my depression
and I should have swallowed all my pride
you're uncontrolable
you're unloveable
hold me tightly
never let me go
they spun a web for me
they spun a web for me
they spun a web for me
breath,
keep breating
don't lose your nerve
breath,
keep breathing
I can't do this ALONE

solo una parte i n f i n i t e s i m a
you're so fuckin' special
but I'm c r e e p,
I'm weirdo,
WHAT THE HELL AM I DOING HERE?
I don't belong here.

[S E A L M E N O S I V E D E S S E L'A U T O S T R A D A___]
E Quando I Sogni Nemmeno Son Qui
comprerei da te
ogni sorta di magia
ma se tu vendi solo fuoco
pagherò con la mia stessa cenere.
(CERCHI CONCENTRICI SE VUOI)
CAUSE ALL I WANT IS HERE AND NOW
BUT IT'S ALREADY BEEN AND GONE
[OUR INTENTIONS ALWAYS LAST THAT BIT TOO LONG]
c'è una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore...
è b e l l i s s i m a.
vorrei dare un nuovo nome
nuova linfa a tutto quel che c'è
ma OGNI COSA è una ferita..
[ALL I WANT IS TO ROCK YOUR SOUL..]
WoRdS aRe FlOwInG oUt LiKe EndLeSs RaIn InTo a PaPeR cUp
Glaciers melting in the dead of night
And the superstar
sucked
into the
supermassive.. black hole.

(ooh ooh ahh__YOU SET MY SOUL ALIGHT)
_maisilenzio___vivereomorire__
e tutto ciò che so schivare è il vento
come puoi vivere a testa in giù??
FALLINGdown___ nowTHEworldISupsideDOWN:
i'M heading straight for the clouds............
Go Girl, Go..
You're around
You don't look back
What did U see?
What did U belt?
You're around TRYING to forget.
YOU COULD BE THE ONE WHO LISTENS
ALL MY DEEPEST INQUISITIONS
[U could be the one I'll always love]
se potesse questo buio cancellare l'universo forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso
troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
tutto ciò da cui stavi fuggendo
torna come valanga più grande che
ti trascina al PUNTO DI PARTENZA
se vesti vecchi difetti...
and just in time
in the right place
STEADILY EMERGING WITH GRACE

ora lo so___non mi sento più bene da un pòù
che male fa RIVEDERMI IN ME
o v u n q u e 6 c i 6
but something has to happen first
I know winter has to come
BEFORE IT BLOSSOMS

poi affondo ne vuoto che
GIURO CHE C'E'.
penso a come sei
e a come TUTTO URLA IN TE.
All U need is L o V e________is all U need.

venerdì 30 gennaio 2009

nei toni del blu

quella tenda improvvisata con un filo e un lenzuolo. nella cameretta di una bimba che si fa pettinare i lucidi capelli neri.
quell'angolo incantato, che una signora che profumava di acqua di rose aveva creato per lei.
con la semplice magia di tappeti e mollette. e di pane, zucchero e vino dolce delle merende improvvisate.
quell'angolo incantato, quel nascondiglio segreto in cui lei diventava invisibile alla vista
di quegli adulti troppo adulti
le cui facce non corrispondevano a quelle dei genitori.
ma somigliavano.
.C O N S O L A N T E.
Somigliavano se osservati da lontano e solo se con una gomma immaginaria si potevano cancellare le rughe che drappeggiavano i contorni dei loro occhi.

occhi azzurri, quelli della signora.
occhi azzurri di quella nonna.
che di magico aveva tutto, perfino il nome:
.I D E A.
conosciuta solo a 4 anni o poco più
[se la memoria da infante la tradiva.
che di certo la tradiva.

e per forza l'aveva già vista, ma non se ne ricordava.]

{un vero amore a prima vista.
secondo soltanto a quello per il seno della mamma.

o per le braccia forti del papà,
che la facevano volare in alto come un
uccello nel cortile di una casa sbiadita,
nei ricordi grigi di qualche anno prima.}


Il tempo di cadere in quel profondo cielo al contrario, liquido e sereno.

tranquillo e caldo e consolante.

.C O N S O L A N T E.
ed ecco che era stato già amore.
e a 4 anni o poco più
[o meglio dal preciso istante in cui le braccia morbide
di quella nonna la avvolgevano per la prima volta,
sempre se la memoria la tradiva]

la bimba dai lucidi capelli neri si chiese
come la signora calda e mamma vedesse
il mondo attraverso quel colore stupendo.


nei toni del blu probabilmente.
affascinante.

.NEI TONI DEL BLU.
quindi anche lei, piccina, agli occhi della donna era nei toni del blu..
[fu - forse - il primo segno di trasparenza quello?]
____________e com'è il mondo nei toni del blu?
poi guardava i suoi di occhi, allo specchio,
ed erano marroni, con delle punte di verde.
[quando ancora lei era colorata - forse -..]
e si convinceva sempre più che quella
nonna vedesse il mondo nei toni del blu.

che lei invece vedeva tutto marrone e verde.

perché la terra e gli alberi che scorgeva dalla finestra della sala ne erano la prova.
[e lo stesso vedere i suoi occhi marroni e verdi allo specchio era prova che lo fossero.]

tutto corrispondeva.
tutto combaciava.

.m a r r o n e.e.v e r d e.
.b l u.
E se a lei il mondo _marrone.e.verde_ faceva paura..
chissà se era lo stesso nei toni del blu.
ché quella nonna donna era sempre sorridente. ed aveva
una risata squillante e coinvolgente ed infinita.

[che se solo quella bambina oggi ci pensa .sorride.]

e cresceva. nella sua tenda. nei suoi colori.
immaginando il blu.
e pensando che la paura faceva meno male se la
si poteva guardare nei toni del blu.
e con quella risata nelle orecchie.
cresceva e raccoglieva i vetri delle bottiglie, e le plastiche.
per guardarci attraverso.

poi un giorno -innocenza- un dolore.
che visto con i suoi, di toni, quelli che per lei erano normali,
terrorizzava e spaccava la pelle:
il blu splendido per sempre veniva imprigionato dietro quelle palpebre di seta.
e il profumo di acqua di rose diventava rarefatto.
svanendo con tutta la magia. Compresa quella del suo nome:
.I D E A.
e la bambina ragazzina, che già
da tempo sbiadiva lentamente,

quel giorno subì un lavaggio violento.

una doccia di acqua bollente. che fece
evaporare quei suoi profumi e
affogò i suoi suoni.
che sciolse gran parte dei suoi colori.
che sciolse quel blu.
e la miriade di toni immaginati.

sciolse quel blu.
.tutto quel blu.
in cui aveva creduto.

ora scivolava via dal suo corpo e tingeva
la memoria.

e senza blu non c'erano né azzurro, né celeste.
né verde, né viola o indaco.
tutto scivolato via da lei.
tutte quelle sfumature, solo un ricordo.
non la coloravano più.
tutto sciolto.
in una pozza ai suoi piedi.

una pozza trasparente.
T R A S P A R E N T E______ come lei.

martedì 20 gennaio 2009

.sbiadire [lentamente] evaporare.


io sono trasparente.
trasparente.

così limpida che attraverso lo specchio non mi vedo.
così aria che tutto mi passa TRAMITE.
che tutto mi travolge. a tal punto che a volte nemmeno me ne accorgo.
tanto sensibili i miei sensi da assopirsi per lo strazio del momento.
per lo shock.

io sono trasparente.
ho affinato questa mia caratteristica negli anni.

una volta non lo ero.
da piccola ero colorata. un pasticcio di colori.
una tavolozza con ogni sfumatura.
come il vestito da pagliaccio che mia mamma mi faceva indossare a carnevale.
con pois blu, rossi, gialli e verdi.
ero emozionante e travolgente.

poi. bum!

ho iniziato a sbiadire.

i bambini sbiadiscono? io lo facevo.
estate dopo estate, bruciata dal sole.
pian piano i colori andavano via.
mi abbandonavano e andavano a dipingere quello che c'era intorno a me.
crescevo e con le sfumature che mi lasciavano coloravo di significato quello che mi circondava.

e profumavo da piccola.
profumavo di caramello e noce moscata. di caffè e liquirizia anche.
profumavo di fresco.
e sbiadendo nei colori ho iniziato a sbiadire anche nelle essenze.
che si posavano sulla pelle e sulla scorza delle persone e delle cose tutt'intorno.

e 'risuonavo' anche. da piccola 'risuonavo'.
con note allegre di tromba, dolci di pianoforte e delicate di chitarra classica.
trilli leggeri di sonagli. che lentamente son diventati timbri di violini.
e poi fragore di silenzio.

ora non suono. non profumo. non ho sfumature.
trasparente.
ma il mio mondo ha miliardi di note. infinite essenze olfattive. continue sfumature di colori. soprattutto sconosciute.
non io.. il mio mondo.
io sono trasparente.
mi si vede attraverso.
come l'aria. l'unico elemento di disturbo tra un occhio e la sua visione.
come l'aria. in cui le onde sonore si propagano.
come l'aria. attraverso cui le molecole di profumo vengono respirate.

solo una cosa mi è rimasta.
che quel sole mi ha lasciato facendo sbiadire ed evaporare il resto.
calore.

lunedì 5 gennaio 2009

lost in the fog

Vero? la tristezza è una scelta che

la nebbia è la mia casa. attraverso la nebbia vedo il mondo com

consapevolezza e abbandono. tristezza comoda che mi aff


mi sono arresa alla tristezza. e
forse mi piace anche tormentarmi.
tormento.
ora sento il mio cuore battere.
e il mio animo fremere. per
qualcosa che non so.

[I'm taking it slow
Feeding my flame

I won't soothe your pain
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]

e questa nebbia.
bellissima. struggente. umida.
e romantica. romantica. romantica.
e questo fango
che si impasta con le suole delle mie
scarpe. e mi inchioda. qui.
nella nebbia e nel fango.
delizia e orrore.

una dannazione eterna. la mia
[dannazione eterna].
il tormento. la paura.
di quello che sono.
la cerco e la scelgo. tra tanti tipi di paura.

[Prigioniera] dentro una bolla di sapone.
terrorizzata e fremente all'idea che possa
scoppiare.

scoppia. bolla. scoppia
scoppia..
in caduta libera. c'è una me stessa laggiù che mi attende a braccia aperte
per arrestare il mio VOLO con una presa soffice e forte.
c'è una me stessa forte e consapevole laggiù.
scoppia. bolla. SCOPPIA DANNAZIONE.

voglio cadere.
voglio cedere.
CEDERE. e arrendermi.
[c'è qualcuno laggiù, una me stessa CONSAPEVOLE e FORTE, pronta a prendermi. pronta a tenermi.]
non voglio SOPRAVVIVERE. preferisco arrendermi.
la resa delle mie membra. l'abbandono.
è l'OBLIO.
scacciare ogni legame.
che voglio essere quel che sono in realtà
[sola..]
non voglio più far finta di non esserlo.
basta giocare a nascondino con me stessa.
o consolarmi, accontentandomi. consolarmi,
ripetendomi che nessuno lo è.
[solo..]
voglio l'abbandono vero.
la cerco la solitudine. in questa nebbia.

[bellissima
struggente.]
[I'll seek you out,
Flay you alive
One more word and you won't survive
I won't soothe your pain
I won't ease your strain
You'll be waiting in vain
I got nothing for you to gain]

non voglio nessuno. di chi ho già ora.
non mi serve nessuno. questa è la verità.
sono sola. voglio esserlo. DAVVERO.
per non sentirmi più
[sola].
la consapevolezza aiuta.
la maschera muta.
la maschera fa sopravvivere.
IO VOGLIO VIVERE come voglio vivere..

voglio poter sorridere alla solitudine. salutarla.
e tenerla con me senza sofferenza.
senza timore.
[And just in time
In the right place
Steadily emerging with grace]

l'ho scelta io la tristezza, vero?

sabato 27 dicembre 2008

I wish U...

Un senso di stupore, incessante, intenso dal ritmo serrato che ti cerca nella mente.. immagini nascono gridando di te, è calma, svelata... ti abbraccio come mai, ti bacio come nelle tue fantasie ma ora ti vedo e catturo il tuo sguardo.
G&S

Non so com'è trascorso ma
non sai quanto desidererei sapere che il tuo è stato
il più bel natale di sempre. solo questo vorrei.
il natale perfetto.
Perfetto: come te. lo vorrei
per te,
che per me non ce n'è bisogno perché
io ho il mio Natale [da 9 anni (+13)]. Impefetto..
imperfetto: come me.
quest'anno forse anche più degli altri.
non fatto di auguri,
non fatto di abeti,
non fatto di presepi,
non fatto di neve,
non fatto di regali.

Fatto di nulla.
fatto di routine.
fatto di memoria. di passato. e di ferite aperte da sempre
che riniziano a sanguinare proprio quando intorno ti giri, ti guardi, e noti la differenza.
tra un qualsiasi tipo di gioia, spensierata, infantile,
goliardica, vanitosa, festosa.. ma comunque
colorata
e il tuo umore dal profilo in bianco e nero,
tratteggiato da un pittore post impressionista; malinconico, scialbo,
trasandato.

Il mio natale dimenticato. il nostro natale imperfetto [da 9 anni (+13)].
dimenticato da chi dovrebbe ricordare che è natale, soprattutto per noi
[NOI inteso non tanto come [me + lui], quanto |LUI|, che di natali ne ha visti parecchi e questi sono gli ultimi - che tanto io ho sempre il tempo di recuperare]
.

il nostro natale dimenticato.
dal figlio;
che si dimentica di noi. sempre.
volontariamente e anche no.
Fino a natale. e oltre.

e dal padre, che piano piano DIMENTICA se stesso:
chi è
dov'è. che giorno è.
ma non dimentica mai che ha un figlio.
dimentica che questo figlio lo fa soffrire. questo riesce a dimenticarlo.
io no.


e allora vorrei fosse stato per te il natale perfetto.
che per me non ce n'è stato bisogno.
solo perché io riesco a riscattarmi con l'immaginazione.
perché dove stai tu.. lì vicino c'è il mio pensiero.
e quindi io.
lontana
con la mente dal mio natale.
imperfetto: come me.
e che in fondo merito.

spero tu mi abbia pensato una volta almeno
e distrattamente mi auguro.






A TUTTI AUGURI PASSATI. DA ME E DAI MIEI ANGELI.
[CHE SENZA LE GIOIE CHE MI DANNO, SICURAMENTE LA MIA VITA SAREBBE UN DISASTRO (PIU' DI QUANTO LO E' GIA'.).].

mercoledì 10 dicembre 2008

Reductio ad absurdum...


L'altra sera parlavo su emmessenne con un certo strano ed affascinante GeNiO dai riccioli d'oRo. Una persona che è stata catapultata nella mia vita da un altro caro strano ed affascinante POETAePITTORE, che devo ringraziare, finché morte non mi separi dalla vita, per questo inaspettato ma da sempre atteso incontro/scontro.

Un essere dai riccioli d'oRo e dagli occhi BlUbLuBlU, che dice delle stramberie, le più logiche e concrete di MAI, di cui ho sentito parlare soltanto dalla "Me.StEsSa.DeL.mOtO.cIrCoLaRe.UnIfOrMe."
(E se non vi raccapezzate cliccate QUI.)

E mi è venuto da pensare che questo GeNiO oRoEbLu fosse di un altro pianeta, forse di una stella con un nome siglato da qualche scienziato.
E che magari a due o tre isolati di buio da quel sole, lontano miliardi di anni luce da qui, ci fosse anche la mia di stella..
o BucoNero_ViOlA,nOtTe.quasi.verso.l'AlBa_ con la mia nuvolettaVeRdE..

E si parlava della possibilità di incontrarsi e di conoscersi.
Perché (almeno a me) non basta più essere "l'amica dell'amico" e conoscere "l'amico del mio amico".
NON VOGLIO TRAMITI.
Voglio vivere questa persona direttamente.
Sulla mia pelle, con le mie orecchie, gli occhi, le mani e con tutti gli altri 6-7 sensi che madre natura o chi per lei mi ha messo a disposizione in questo corpo, in questo corazon, in quest'anima inquieta e vibrante.

Perché ne parlo non so.
ma mi stimola.
mi incuriosisce.
mi sorprende.
mi illude.
Fa girare quelle 4 rotellette del mio ingranaggio cerebrale ossidato dalla pigrizia.

Bene. Dopo questo elogio gratuito.
vado avanti.

Dicevo.. si parlava, l'altra sera, di tutto un po'.
Quand'ecco che il ricciolo mi fa una delle sue solite uscite spiazzanti.
Cheppoi io sembro tanto estroversa e buffona ma dietro dietro, ben nascosta, c'è una timidezza da far impallidire un bocciolo di rosa.
E con la semplice richiesta di vederci, sottoforma di appuntamento a brevissima scadenza, mi mette in crisi.

Mai sentita così per un incontro.
MAI.
Terrorizzata ed euforica allo stesso tempo.
Non la classica paura del
OHMMIODDDIOOO.NON.HO.NULLA.DA.METTERE.DEVO.FARMI.LE.MECHES!
o del SE.SOLO.AVESSI.FATTO.UNA.MEZZ'ORA.IN.PIU'.DI.STEP.
E.LE.1O'000.SERIE.DI.ADDOMINALI.E.GLUTEI!

E' una paura diversa. Legata a un concetto strettamente intimo.
Di me. Nuda.
Senza difese.
Il terrore e l'eccitazione di giocare senza regole, senza appigli a cui aggrapparsi quando la situazione si fa sfavorevole.
Perché è di questo che si tratta. Della sua capacità di mettermi a nudo. Cosa che io non permetto a nessuno.
NESSUNO.

E, ecco ecco, ora ci arrivo al momento di riflessione.
Ho scoperto che.
che questa conoscenza a carte scoperte.
ANZI ANZI NO.
che questa sua capacità di leggere le mie carte, per quanto coperte possa io tenerle, guarda un po', mi rende fragile.
FRAGILISSIMA.
Ultrasottile.

Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.Pericolo.

Perché il ricciolo sa colpirmi. Sa quali sono le crepe del mio cuore a cui fissarsi e in cui penetrare.
E so che se lo vedrò, se lo conoscerò.
sarà straziante privarmene.
nel momento dell'abbandono.

E qui nasce la riflessione sui RICORDI (sento già i vostri "FINALMENTE! SPERIAMO ALMENO CHE TUTTO 'STO SPROLOQUIO SIA VALSO A QUALCOSA". A dire il vero non lo so.. Ricordate la mia semplicità banale? Ecco.)

Vivo di ricordi. Belli o brutti che siano. Sono costretta.
La mia vita è tutta un ricordo. ed un pensare a come sarebbe, se non mi fosse girata così.
CREDERE.
Ed è per questo che i ricordi sono la cosa che mi fa più paura.
ancor prima delle assistenti sociali.

In genere si sospira con i ricordi.
Ahhhh....... puff!

Io credo invece che abbiano un'essenza infima e una volontà ipocrita.
I ricordi ti fanno credere di essere belli.
Tutto accade in un attimo: l'odore dei broccoli in cucina, le dita che fanno il nodo ai lacci della scarpa, la parola TEDIOSO, un paio di note giuste SOL DO MI DO..
ed ecco che una di queste piccole, insignificanti cose istantaneamente funziona come un link, che conduce la tua attenzione sensoriale e tutte le tue sinapsi cerebrali in uno spazietto minuscolo della tua memoria.
E' UN TRIP.
E' UN FLASH.
e ti ritrovi quasi a rivivere la stessa gioia, le stesse emozioni..
Anche i ricordi tristi, quelli brutti.. hanno la capacità di apparire meno di quel che erano quando erano la realtà di quei momenti.
Ti sembrano leggeri.. Sollevano lo spirito.
I ricordi sono ipocriti.
Perché ti fanno sentire bene. Se ci pensi giusto quegli attimi che durano.
Ma se ti ci soffermi un pochino di più, si portano dietro la malinconia.
come i fantasmi trascinano le loro catene.
E la malinconia è tristezza.
E' romantica, ma è triste. E' sola.
E alla fine zitti zitti i ricordi se ne vanno, le loro immagini ti abbandonano, scivolano silenziosamente nell'oblio e ti lasciano un aroma.
di SOLITUDINE e SENTIMENTO.

Ora.
Non oserei mai dire che è meglio non viverle quelle situazioni che poi sai già che saranno trasformate in un ricordo con meriti e contromeriti.
ANZI.
IO VOGLIO VIVERLE.
perché è importante farlo.
Vivere intendo.

Ma permettete che io sia al contempo TERRIBILMENTE EUFORICA e TERRORIZZATA?

euforica per un pezzo di realtà di cui conosco il valore.
terrorizzata per il bagaglio sentimentale di cui si farà carico la memoria.

Occhei.
ora sono pronta.